Il sindaco ha dato del “cialtrone” al consigliere Serafino Di Palma? Oppure ha pronunciato una frase generica non rivolgendo l’appellativo all’esponente di minoranza? Si dibatte su queste due versioni a Sezze, dopo il consiglio comunale dello scorso giovedì, nel quale sono volate parole grosse tra il primo cittadino e l’opposizione, che qualche minuto prima dell’intervento sospetto di Campoli aveva etichettato la maggioranza come incompetente. A fugare ogni sospetto ed eventualmente ogni reazione alle parole del sindaco saranno le riprese effettuate dai Grillini (autorizzati a riprendere i lavori del consiglio) e le registrazioni audio una volta trascritte. Intanto, prima che il dubbio venga fugato, due esponenti delle minoranze, Antonia Brandolini e Lidano Zarra, hanno deciso di esprimere solidarietà al loro collega Serafino Di Palma. In una nota i due esponenti del Gruppo Indipendente spiegano: “Esprimiamo solidarietà al collega consigliere Serafino di Palma, che durante il consiglio comunale del 25 febbraio 2016 è stato attaccato sul piano personale ed offeso dal sindaco, violando l’articolo 59 del regolamento comunale in maniera del tutto gratuita. Il sindaco come si legge sui giornali online – prosegue la nota – si è “sfogato” utilizzando termini poco leciti per quell’assise, rivolgendosi al collega ed offendendolo grandemente. Allo stesso modo – spiegano ancora i due esponenti della minoranza consiliare setina – sarebbero gradite ed opportune le scuse da parte del presidente del consiglio Sergio Di Raimo, il quale non tutelando il consigliere Di Palma ha violato l’articolo 4 del regolamento del consiglio comunale. Il tutto per garantire in futuro il ripristino di armonia nell’assise comunale intesa come luogo di costruzione della città per i beni comuni dei cittadini e non come luogo di affermazione della propria superiorità di ruolo e numerica. Speriamo – conclude la nota – che il sindaco si sia ravveduto e al prossimo consiglio comunale abbia il coraggio e la capacità di chiedere scusa al collega e non sarebbe male se anticipasse le scuse utilizzando anche i social network. Si ricorda – si legge ancora nella nota – che il termine utilizzato, speriamo inconsapevolmente, in ogni vocabolario è sinonimo di persona spregevole, trasandata, e lede quindi la persona e non il ruolo politico”.
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