Sezze non sarà il primo Comune ad uscire dall’Ato4, ma potrebbe essere uno dei primi ad intraprendere la strada verso l’acquisizione delle quote che Veolia metterà in vendita. E’ quanto è emerso al termine di una riunione fiume del consiglio comunale che si è svolta oggi pomeriggio. Sul banco, all’ordine del giorno, la mozione firmata da 5 esponenti della minoranza e 2 della maggioranza, sulla possibilità di sciogliere la convenzione con Acqualatina e dare il via all’idea di acqua pubblica lanciata con un referendum che vide i cittadini italiani compatti sulla proposta. Dopo ben 3 ore di accese discussioni, con un paio di momenti di tensione tra il sindaco e l’esponente della minoranza Serafino Di Palma, a fare da “paciere” è stato lo stesso primo cittadino, che nel suo intervento ha ammesso di ritenere la proposta che gli enti acquisiscano le quote che Veolia cederà probabilmente ad Acea (lanciata dagli stessi firmatari della mozione durante la relazione della stessa) come un’opportunità da cogliere. Il sindaco ha però posto dubbi sui debiti che i Comuni che entrerebbero con il 49% nella società dovrebbero accollarsi. A quel punto è arrivata la proposta alla minoranza: nel caso avesse ritirato la mozione si sarebbe proceduto ad uno studio di fattibilità dell’operazione, dando al sindaco un mese di tempo per riferire in aula, oltre a portare la convenzione con Acqualatina entro il 30 aprile, seguendo le nuove normative in materia di gestione del servizio idrico. La minoranza ha accettato la proposta, che è passata con i voti all’unanimità della massima assise cittadina, che ora resterà in attesa del nuovo modello di convenzione e dei risultati dell’analisi che gli uffici comunali effettueranno sulla ventilata ipotesi di far diventare pubblico ciò che finora è stato privato.
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