Il Comune di Sezze non è dotato di un catasto delle zone attraversate dal fuoco, fondamentale per avere un quadro chiaro della situazione ed evitare di autorizzare concessioni edilizie, agricole o di cambio di destinazione d’uso nelle zone bruciate dalle fiamme, nella maggior parte dei casi di natura dolosa. La situazione paradossale, se si considera che Sezze è tra i Comuni che perde più ettari di boschi e di vegetazione ogni anno a causa delle fiamme, è venuta fuori nel corso della commissione consiliare Urbanistica e Ambiente convocata dal presidente Paolo Rizzo, che ha inserito all’ordine del giorno proprio questo punto, con la convocazione del dirigente dell’ufficio tecnico Mauro Vona, che ha confermato che l’ente non è dotato di questo catasto, appannaggio del Corpo Forestale dello Stato che lo esercita con il S.I.M. (Sistema Informativo della Montagna), strumento che opera nel rispetto della legge quadro in materia di incendi boschivi 353/2000 e definisce divieti, prescrizioni e sanzioni sulle zone boschive e sui pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco prevedendo la possibilità da parte dei Comuni di apporre, a seconda dei casi, vincoli di diversa natura sulle zone interessate. La legge stabilisce vincoli temporali che regolano l’utilizzo dell’area interessata ad incendio: un vincolo quindicennale, un vincolo decennale ed un ulteriore vincolo di cinque anni. Innanzitutto le zone boschive ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni, per dieci anni la realizzazione di edifici, di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, mentre per cinque anni le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche. Per l’apposizione dei vincoli la legge stabilisce che i Comuni provvedano al censimento, tramite apposito catasto, dei soprassuoli già percorsi dal fuoco potendosi avvalere dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Ma a Sezze questo catasto non esiste, stando almeno a quanto affermato nel corso della commissione, che si è presa ulteriore tempo per verificare la situazione e, a questo punto, correre ai ripari, con il rischio concreto che domani, stante la mancanza di un catasto comunale, ognuno potrebbe avanzare richieste per pascolare, edificare o cambiare le destinazioni d’uso su terreni che di recente sono stati dati alla fiamme.
Leggi sullo stesso argomento
SABAUDIA | Piazza Roma restituita alla comunità: inaugurazione tra spettacoli e partecipazione
FORMIA | Intitolata la scuola di Trivio al prof. Valentino Cardillo: “Esempio di cultura e umanità”
SABAUDIA | Fondazione Terracina, Di Leva: “Scelte non condivise, serve coinvolgere tutti i Comuni”




