La richiesta di Acqualatina nei confronti dell’ente di saldare i conti di alcune utenze comunali non è passata inosservata agli occhi del Comitato Acqua Pubblica setino, che per bocca del portavoce Paolo Di Capua afferma: “Sono state confermate le previsioni del Comitato sull’affidamento nefasto del servizio idrico ad Acqualatina e le conseguenze negative sul bilancio comunale, con il danno che l’utente (Comune), come gli utenti (cittadini) hanno ricevuto. Già in passato avevamo elaborato i dati in nostro possesso per dimostrare la comparazione delle tariffe per le varie utenze subito dopo l’affidamento. I dati sono stati illustrati a luglio 2015, a settembre 2015 durante la manifestazione e pubblicati dalla stampa a novembre e a dicembre. Sapevamo della bastonata che avrebbe pesantemente colpito il Comune. Agli amministratori, sindaco e giunta, dispiace dirlo, non ha insegnato niente il passato”. Il portavoce traccia un bilancio rispetto alla precedente gestione, quella della Costruzioni Dondi, annullata dal consiglio comunale: “Le utenze pubbliche con la Dondi furono un bancomat, ma con Acqualatina la situazione è addirittura peggiorata. Dal 1996 al 2008 le 80 utenze pubbliche avevano consumato ben 43 campi di calcio profondi 10 metri per un volume di 2,2 milioni di metri cubi, per una somma di 1,4 milioni di euro. La tariffa comprendeva acqua, fognatura e depurazione e fino a 89mila metri cubi erano riconosciuti al Comune gratuitamente. Con Acqualatina – prosegue l’intervento di Paolo Di Capua – niente è gratuito, non c’è franchigia e la tariffa applicata è doppia rispetto alla ex concessionaria. Ci risiamo, questo non è un beneficio, oltretutto dopo aver affidato illegittimamente il servizio idrico”. Una situazione prevedibile e prevista dal Comitato, che quindi non ci sta: “Per capire quale danno riceve l’ente non è necessario essere professori, bastano le scarpe grosse e il cervello fino. I nostri amministratori, invece, sono professionisti nella autoflagellazione, affidano un servizio senza analizzare, senza considerare le tariffe e le conseguenze. Bastava leggere l’articolazione tariffaria, come si fa ad ignorare l’evidenza? Questi sempre di più appaiono dei principianti allo sbaraglio, o forse abili mascheratori e insabbiatori verso il cittadino utente e verso se stessi. Hanno procurato un danno, più spesa per l’ente e più spese per l’utente, senza alcun beneficio”.
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