Potrebbe arrivare un altro contenzioso con 6 zeri, dopo quello con la Dondi, per il Comune di Sezze, che nei giorni scorsi ha ricevuto una nota da parte di Enrico Mugnai e Giancarlo Lo Manto, legali della società A&G, che tornano a chiedere all’ente di rispettare il contratto firmato nel febbraio 2014. La lettera è stata letta dal consigliere Serafino Di Palma durante la riunione della commissione Bilancio che si è svolta ieri mattina: “Facendo seguito alla precedente diffida ad adempiere il contratto vi intimiamo nuovamente ed ultimativamente a comunicare, entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento, gli importi riscossi all’esito della notifica dei provvedimenti accertativi. In difetto, il contratto dovrà intendersi risolto di diritto e si provvederà, avendo già ricevuto mandate in tal senso, ad agire giudizialmente nei vostri confronti, quali soggetti obbligati in solido, per l’integrale risarcimento del danno subito da AeG a causa del vostro inadempimento. Danno che, in relazione alla voce in esame, può sin d’ora quantificarsi nella somma 202.664 euro, pari al 22% del valore complessivo degli accertamenti (ovverosia l’aggio dovuto contrattualmente sugli importi riscossi, art. 4 del contratto di appalto), al netto delle riduzioni conseguenti alle rettifiche, agli annullamenti, e alle mancate notifiche, nonché di un’ulteriore riduzione percentuale calcolata prudenzialmente nella misura del 9% sulla base della media di quote inesigibili riscontrabile a completamento di ogni ciclo di riscossione”. 202mila euro, ma quello che preoccupa è il caso in cui l’ente non saldi: “Nel medesimo termine – prosegue la lettera dei legali della AeG – si chiede conferma scritta dell’avvenuta e tempestiva notifica degli atti di accertamento già consegnati, significando sin d’ora che qualora l’attività non fosse stata correttamente eseguita nonostante l’espressa diffida già formulata in tale senso, tale omissione sarà considerata grave ed ingiustificato inadempimento degli obblighi contrattuali e di legge, a vostro carico a cagione di una grave pregiudizio per la nostra assistita. In tal caso vi diffidiamo a corrispondere alla società direttamente l’importo del danno subito dalla stessa, da quantificarsi nella somma corrispondente agli “aggi” ad essa spettanti sull’ammontare degli atti di accertamento, al netto delle medesime riduzioni percentuali applicate agli accertamenti notificati nel 2013 e nel 2014, per un importo complessivo di 4.087.029 euro. Con espresso avvertimento che, in difetto, daremo corso, senza ulteriori avvisi, all’azione giudiziaria”.
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