Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Massimo Passamonti al commissario Barbato
“Gentile commissario, premetto che dichiaro di essere favorevole a che una città come Latina debba avere una zona destinata alla pedonalità che consenta un uso più civile e sociale dello spazio urbano. Premetto anche che sono favorevole ad un utilizzo parziale della mobilità veicolare e che quindi la limitazione ZTL è una soluzione coerente. Detto ciò, anche al fine di prevenire le prevedibili contestazioni che arriveranno addosso a questo mio intervento da parte dei “pasdaran senza se e senza ma” dell’isola pedonale così come è e come è stata organizzata con la corona accessoria della pista ciclabile, mi chiedo e Le chiedo: ma siamo sicuri che sia proprio quella adottata la soluzione migliore per favorire un rapporto nuovo e migliore dei cittadini con la propria città? Leggo che tremila firme Le sono state recapitate con l’invito a ripensare l’attuale soluzione. Tremila firme reali in una città come Latina sono tante. E se a queste aggiungiamo i circa cinquanta operatori del commercio che le hanno raccolte, si ha una testimonianza di partecipazione attiva che non può essere ignorata. Una testimonianza che ha la stessa dignità delle firme virtuali (mi sembra circa 2000) che hanno sostenuto invece l’iniziativa attuale anche con il sostegno di associazioni che invece dovevano rappresentare chi poi è stato costretto a scriverLe direttamente. E ometto la banale e sconcertata considerazione su un’associazione come l’Ascom che attacca su questo argomento i suoi associati. Comunque mi permetto di offrirLe una riflessione. A mio avviso la soluzione migliore in questo frangente sarebbe quella di una chiusura limitata al sabato e alla domenica aprendo i varchi della ZTL dal lunedì al venerdì sera. Nel contempo si potrebbe studiare una soluzione più coerente con la configurazione urbana di Latina. È indubbio infatti che l’isola pedonale è vissuta e dimostra di avere un senso solo il sabato e la domenica. E anche in queste giornate ha bisogno di iniziative di intrattenimento per essere vitalizzata. Mi consenta a questo riguardo di esprimerLe qualche perplessità sulla coerenza di alcune di queste iniziative, per la tipologia e la qualità delle proposte fatte, rispetto al connotato storico e urbano del centro di Latina. E comunque il tratto di via Eugenio di Savoia non riesce mai ad attrarre presenze. Sarà un problema o no??!! Perché non pensare invece a soluzioni diverse e più coerenti con la rete e la configurazione urbana di Latina? Abbiamo due grandi viali alberati, viale Italia e viale don Morosini, che a Parigi, Londra o Barcellona avrebbero sicuramente ben altra valorizzazzione. Consentire la presenza di attività commerciali “mobili” e di spazi di intrattenimento culturale e ludico non potrebbero arricchire e rendere vivo e vitale un percorso pedonale da piazza del quadrato a Viale don Morosini, includendo Piazza del Popolo e passando sotto il colonnato dell’ex Intendenza? Naturalmente, includendo anche nei giorni di chiusura l’ultimo tratto di Corso della Repubblica verso piazza del Popolo? E questo percorso avrebbe nel mercato annonario, restituito alla sua funzione, una tappa qualificante di aggregazione e scambio sociale. È senza senso aprire una riflessione su queste ipotesi e/o su altre? E la pista ciclabile?! Ma è possibile avere una pista ciclabile senza sbocchi razionali e funzionali di entrata e di uscita dall’anello disegnato?! Per andare in bici in centro bisogna portarla in macchina e poi girare in tondo. Ma che senso ha? E infatti non la usa nessuno! Si può parlare di tutto questo o si deve tacere in nome del conformismo alla moda del momento, senza considerare mai costi e benefici in un rapporto virtuoso e positivo per tutta la comunità? Anche per gli estremisti e per i conformisti di un pensiero ecologico che dovrebbe manifestarsi per ben altre cause che riguardano l’equilibrio del nostro territorio non sarebbe piu’ onesto partecipare ad una discussione invece che imporla? . Tenga conto inoltre che le decisioni assunte per individuare l’isola pedonale “migliore” non risulta proprio siano state adottate con il concorso di tecnici ed esperti su questi argomenti. Senza nulla togliere agli uffici comunali, un argomento così importante forse meritava qualche contributo culturale ed intellettuale. Sono certo che queste riflessioni saranno oggetto di aspre critiche, ma serenamente spero anche che possano essere spunto per discutere e non subire idee e proposte per migliorare la nostra Latina. Non mi aggiungo all’elenco dei suoi adulatori, perché ritengo invece che la dialettica e non l’adulazione possa portare ad una sintesi più alta del dibattito, e quindi a migliorare le cose. Le faccio pero’ un appello: su questo argomento faccia decidere i cittadini di latina su quale “isola pedonale” sia piu’ rispondente alla vocazione urbana della citta’, alle sue origini e alla necessita’ di socializzazione. La scelta attuale e’ stata fatta tanto per farla. Riflettere e coinvolgere non e’ mai una perdita di tempo. A Sua disposizione. Grazie, Massimo Passamonti, Associazione “Citta Domani”.


