Saranno pronti entro la fine dell’anno gli esiti dell’esame del Dna sui campioni di Vitis Setina. A confermarlo è Vittorio Del Duca, che da diversi anni si sta interessando all’antica vite setina: “In attesa di conoscere gli studi sul Dna dei campioni – ha spiegato Del Duca – che consegnammo all’Università di Udine e Piacenza tramite la Società Friulana di Archeologia nel gennaio del 2014, e che si spera di poter conoscere entro la fine di questo anno (si attende la fruttificazione delle viti), la medesima Società Friulana di Archeologia, a mezzo del dottor Feliciano Della Mora, ci informa sulla prosecuzione degli scavi nella villa romana di Moruzzo, in provincia di Udine, in cui venne rinvenuta la targhetta metallica della vitis setina”. Scavi archeologici condotti nel Comune di Moruzzo su una villa rustica romana avevano riportato alla luce una piastra in bronzo, di piccole dimensioni da stare nel palmo di una mano, con riferimento ai consoli vigenti nel 106 d.C e ad una “vitis setina” (commodo et ceriali consulibus vitis setina) che inequivocabilmente riconduce all’antico vino Setino, così famoso nell’antichità, come ci è stato tramandato da Plinio, Strabone, Marziale, Giovenale ed altri. “Nel dettaglio – ha concluso Vittorio Del Duca – ci è stato inviato un poster di studio del Dna eseguito sulle carcasse di quattro bovini di età romana, del genere Bos Taurus, rinvenuti nella villa, nello stesso luogo dove è stata ritrovata la targhetta metallica della vitis, che ha visto coinvolti diverse università ed enti di ricerca nazionali”.
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