Il primo a concedere l’autorizzazione per la videoripresa della sua commissione (la Trasparenza) è stato Roberto Reginaldi, che adesso torna sul casus belli delle telecamere dei Grillini setini in consiglio, dopo che Luciana Lombardi (presidente della commissione Gestione delle Risorse) ha querelato le frasi a suo dire offensive apparse sul profilo Facebook del portavoce setino degli attivisti 5 Stelle: “Io – esordisce il consigliere di minoranza – non ho avuto problemi a concedere immediatamente autorizzazione alle riprese video in quanto nulla da nascondere, ma tengo a precisare che non trovo ‘politically correct’ l’attacco con frasi offensive nei confronti dei colleghi che, per un motivo o l’altro, non hanno nell’immediato rilasciato l’autorizzazione richiesta. Rammento che le commissioni sono pubbliche quindi di libero accesso, che la politica non è offendere, ma confrontarsi. Inoltre – prosegue il consigliere esponente di Forza Nuova – nonostante io abbia rilasciato immediatamente l’autorizzazione, i richiedenti non sono sempre presenti con la videocamera. Perché? È a loro discrezione? Non è corretto riprendere solo nei giorni di loro scelta. Se è loro intenzione tenere aggiornato il popolo – conclude Reginaldi – lo devono fare puntualmente e non a singhiozzo. Ad esempio lunedì non hanno effettuato riprese”. Nei prossimi giorni, con molta probabilità, arriveranno anche gli interventi degli altri presidenti delle commissioni chiamati in causa dalle affermazioni dei Grillini.
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