“Toni sicuramente esagerati e fuori dalla percezione delle realtà, con un gratuito attacco personale che sinceramente non trovo consono alla normale dialettica politica e al sano confronto, mi hanno imposto di adire a vie legali nei confronti del portavoce del movimento Grillini di Sezze, che è stato denunciato dalla sottoscritta”. E’ un fiume in piena Luciana Lombardi, consigliere comunale di maggioranza che fa parte del Gruppo Misto, che ieri pomeriggio ha presentato formale denuncia nei confronti di quanto apparso su Facebook a firma del portavoce del movimento politico setino, Damiano Risi: “Le commissioni sono aperte a tutti i cittadini che vogliono partecipare. Nemmeno al Senato e alla Regione Lazio vengono riprese dalle telecamere. Ciò non toglie che nessuno glielo ha vietato, ma alcuni presidenti si sono limitati a chiedere al segretario se la presentazione delle domande, resesi necessarie dopo l’approvazione del nuovo regolamento comunale sulla presenza di telecamere in aula, fosse stata effettuata secondo quanto prevede il nuovo statuto. La risposta del segretario – continua la Lombardi – è stata che qualcosa nelle domande manca, quindi per il momento non sono arrivate le autorizzazioni a riprendere i lavori delle commissioni. Non riesco a capire tutto questo accanimento, soprattutto nei miei confronti, da parte di un gruppo che invece di confrontarsi e proporre si limita ad attaccare, anche pesantemente. Per questi motivi ho deciso di presentare una querela, per i toni utilizzati in maniera offensiva”. La storia delle telecamere dei Grillini in consiglio è partita diversi mesi fa, quando qualche consigliere fece notare che il regolamento che disciplinava le riprese video non veniva rispettato. A quel punto il presidente del consiglio comunale iniziò un lungo iter per l’approvazione di un nuovo regolamento che, di fatto, impedì ai Grillini (dopo quasi 7 anni di riprese dei lavori consiliari), di riprendere le commissioni. Una volta approvato, si passò alle richieste (obbligatorie) e alle uniche due accettazioni, quella di Roberto Reginaldi per la Trasparenza e quella di Di Raimo per consigli, question time e commissione Capigruppo. Gli altri presidenti (Bernasconi, Di Pastina, Polidoro, Rizzo, Uscimenti e Lombardi), invece, chiesero maggiori dettagli al segretario comunale, Gloria Di Rini, le cui risposte sono arrivate lo scorso 18 gennaio. Nel sottolineare che le richieste appaiono coerenti, il segretario sottolineò che bisognava che fossero integrate nei passaggi riguardanti il rispetto del regolamento in questione e la spinosa faccenda in materia di privacy. Questo ritardo ha indispettito i Grillini, che tramite Facebook hanno attaccato pesantemente i presidenti delle commissioni consiliari, fino a questo clamoroso epilogo.
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