Non conosce soste la battaglia che la minoranza consiliare setina sta mettendo in campo per l’annullamento del contratto con la società A&G, che negli ultimi giorni ha subito una violenta accelerazione con le richieste della società toscana incaricata del riordino della banca dati degli immobili presenti sul territorio setino, che adesso chiede intorno ai 7 milioni di euro, frutto degli aggi sulle imposte. Una storia nata il 29 agosto 2013 con la prima determina dirigenziale che affidava l’incarico di riordinare il database degli immobili alla società di Lucca, con lo scopo di combattere l’evasione. Nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri mattina i consiglieri Brandolini, Di Palma e Zarra hanno ripercorso le tappe di una vicenda che potrebbe costare tantissimo all’ente e sulla quale gli stessi consiglieri, insieme all’esponente di Forza Nuova Roberto Reginaldi, avevano cercato di intervenire tempestivamente. Nel corso degli anni sono stati tanti i tentativi di annullare l’operazione che sarebbe dovuta costare solo 38mila euro e che quindi rientrava nella possibilità di essere affidata senza bando di gara, con un affidamento diretto. A cominciare dalle interrogazioni, quella presentata da Reginaldi e quella presentata da Antonia Brandolini, rispettivamente il 31 ottobre 2013 e il 23 luglio 2013, fino alla clamorosa decisione di occupare pacificamente il Comune per sensibilizzare chi di dovere a risolvere la questione prima che degenerasse, passando per la mozione che è stata bocciata dal consiglio comunale ed arrivando alle lettere indirizzate al Prefetto di Latina e all’Autorità Nazionale Anticorruzione. In mezzo a tutta questa oscura vicenda altri passaggi focali, dalle minacce di denunce a giornalisti e agli stessi consiglieri comunali, fino ad una lettera dell’Anac che forse non è stata tenuta in considerazione come si sarebbe dovuto. L’autorità presieduta da Cantone aveva già affermato che qualcosa nel contratto non era andata come previsto, sostenendo che l’affidamento del servizio veniva radicalmente trasformato con le pattuizioni aggiunte con le successive deliberazioni. L’ente, in tutto questo marasma, con bollette pazze inviate e poi corrette, ha sempre difeso le sue scelte, anche recentemente dopo la richiesta di risarcimento milionario firmata dall’avvocato della società toscana. Trentottomila euro la base del contratto e nulla più. Ma la stessa società chiede 7 milioni e si dice pronta ad aprire un contenzioso che potrebbe avere strascichi in ambito civile e penale. I consiglieri hanno confermato la loro linea, affermando che la situazione è arrivata ad un punto complicato, con una società che rischia di mandare sul lastrico l’ente. A parlarne, a nome del Gruppo Indipendente di minoranza, il consigliere Serafino Di Palma, che ha avanzato alcune ipotesi e ha spiegato come l’opposizione si comporterà in relazione alle ultime notizie: “Spediremo la lettera dell’avvocato della A&G al Prefetto e all’Anac per dimostrare che questi signori vogliono i soldi e alla fine pagheranno i cittadini di Sezze”.
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