Non è ancora finita la querelle tra il Comune di Sezze e la Dondi Costruzioni spa, società che per venti anni ha gestito il servizio idrico integrato sul Comune lepino, fino alla decisione del consiglio comunale di sciogliere la convenzione con la società di Rovigo il 26 settembre 2011. L’atto consiliare ha dato il via ad una serie di ricorsi da una parte e dall’altra, con il Comune di Sezze che in seguito ha affidato l’incarico ad Acqualatina. Ora la lunga battaglia in aula è arrivata fino alle porte della Cassazione e la giunta comunale setina è stata costretta ad autorizzare il sindaco a stare in giudizio, in nome e per conto dell’ente, da promuovere con ricorso innanzi alla Suprema Corte di Cassazione, nei confronti della Dondi per annullamento della sentenza n. 4210/2015 emessa dalla Corte d’Appello di Roma. Prima dell’arrivo in consiglio del punto sullo scioglimento della convenzione alcune delibere di giunta, la 248 del 10 novembre 2009, la 256 del 17 novembre 2009 e la 223 del 22 ottobre 2010, autorizzavano il sindaco a promuovere ricorso nei confronti della società rodigina innanzi al Tribunale Civile di Latina, per richiedere il rimborso dei costi addebitati al Comune dalla Regione Lazio. Incaricato del procedimento l’avvocato Alberto Costantini, che veniva incaricato di promuovere appello per la riforma integrale dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Latina e depositata il 29 luglio 2011 nei confronti della Dondi innanzi alla Corte d’Appello di Roma. Il giudizio veniva definito il 9 giugno 2015 e la Corte rigettava l’atto di citazione in appello del Comune di Sezze con la condanna alle spese processuali per l’importo di 8.000 euro in favore della Dondi: “Considerata la necessità di promuovere ricorso innanzi alla Corte di Cassazione, nei confronti della Dondi per la cassazione della sentenza n. 4210/2015 emessa dalla Corte d’Appello di Roma – si legge nella deliberazione approvata dalla giunta lo scorso 7 gennaio – e considerato che l’avvocato Costantini sta già curando gli interessi dell’ente nei giudizi pendenti sia in sede ordinaria che in sede arbitrale, ove si fronteggiano le ragioni dell’ente e quelle della concessionaria, si delibera di affidare allo stesso avvocato l’incarico di promuovere ricorso per Cassazione contro la sentenza emessa dalla Corte d’Appello e di costituirsi nel relativo giudizio innanzi alla Suprema Corte di Cassazione”. Con successiva determinazione di competenza verrà impegnata la somma necessaria all’espletamento del mandato come da preventivo.
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