Anche il Comitato Acqua Pubblica di Sezze si schiera contro la proposta di accorpamento dei piccoli Comuni. In una nota il portavoce Paolo Di Capua spiega: “Un Parlamento illegittimamente eletto ora intende pure scompaginare l’assetto degli enti locali, i nostri Comuni, l’Italia dei campanili, con la proposta di legge che servirebbe i questa difficile fase a tenere sulle corde le piccole istituzioni dei territori, le comunità dei cittadini. Attuano una pressione psicologica sulle comunità, in vista del referendum sulle modifiche devastatrici alla carta costituzionale, mentre la suddetta proposta mira a scompaginare, a sovvertire, stravolgere l’assetto istituzionale dei Comuni, piegare gli ultimi presidi della democrazia. Si vuole incidere sulle autonomie locali e la loro forza, con una logica punitiva, perversa, piratesca e sciagurata, senza tenere conto delle affinità sociali, culturali e storiche tra esse esistenti. Diciamo no e utilizzeremo tutti gli strumenti democratici, poiché non si vuol far togliere quel poco che è rimasto, visto lo spoglio subito con l’eliminazione dei servizi. Al sindaco di Sezze – conclude Di Capua – si chiede di non temporeggiare. Fin da subito marchi e significhi il suo pensiero. Non si muova quando ormai sarà troppo tardi, quando i cavalli saranno fuori dal recinto. Anche il veterano consigliere anziano (riferimento all’esponente del Partito Democratico Giovan Battista Giorgi) esprima il suo pensiero sull’assetto per fusione degli enti locali”.
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