Un’opera faraonica, costosa, ma sulla quale sono in molti a farsi domande. I nodi da sciogliere sul nuovo depuratore sono ancora tanti, a cominciare dalla data di consegna che sembra slittare ancora. Osservando il cartello esposto all’ingresso della struttura che sta sorgendo a Sezze scalo si nota come l’inizio dei lavori riporti la data del 27 febbraio 2014 e che la consegna fosse prevista entro 540 giorni. Escludendo le domeniche la scadenza è stata abbondantemente superata, mentre escludendo sia i sabati che le domeniche manca davvero poco. Ma oltre alla tempistica, giustificabile con ritardi dovuti al maltempo o con ritardi nei pagamenti, quello che da sempre non è stato reso noto è il parere dei vari enti interessati dall’opera. A sollevare per primi la questione a Sezze furono i rappresentanti del gruppo politico Movimento Libero Iniziativa Sociale, che nei mesi scorsi interessarono dell’argomento anche il consigliere regionale di minoranza Fabrizio Santori, che nel mese di marzo 2015 presentò un’interrogazione al presidente della Pisana Nicola Zingaretti. Nessuna risposta dopo quasi un anno, ma Santori ha deciso di non fermarsi, così come non si è fermato su altre questioni che hanno interessato il territorio setino, dalla situazione dell’Anfiteatro, alla strada regionale 156, fino ad arrivare alla rotonda di Sant’Isidoro. Nei giorni scorsi l’esponente di minoranza del consiglio regionale del Lazio ha quindi protocollato una richiesta di accesso agli atti inerenti ai lavori sulla realizzazione del nuovo depuratore setino, il cui finanziamento è appannaggio regionale, tranne una percentuale stanziata dall’ente setino: “Nell’espletamento delle funzioni istituzionali – si legge nella richiesta del consigliere regionale – richiedo con carattere d’urgenza tutta la documentazione in possesso dell’amministrazione regionale inerente al depuratore del Comune di Sezze. Nello specifico – conclude la richiesta di Santori – si richiede copia dei pareri dei vari enti, sia favorevoli che contrari, la documentazione di un’eventuale fase interlocutoria avuta con il Comune di Sezze, i piani economici e finanziari e tutti i finanziamenti ottenuti e da ottenere, siano essi elargiti dalla Regione o da altri enti”. A sollevare la questione a Sezze, come detto, il Mlis, che recentemente aveva sottolineato l’importanza di ricevere pareri positivi, soprattutto in relazione al pericolo di dissesto idrogeologico che potrebbe interessare un’area nella quale si sta costruendo.
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