Torna con forza a chiedere che la gestione del servizio idrico in provincia di Latina diventi interamente pubblica il Comitato Acqua Pubblica di Sezze, che nei giorni scorsi ha reso noto il documento che poi è stato adottato da alcuni consiglieri comunali di Sezze, trasformandolo in una mozione che sarà discussa nel prossimo consiglio setino e che chiederà che la gestione del servizio torni al Comune e non più ad Acqualatina. Stavolta il raggio di azione del Comitato si allarga e diventa un appello a tutti i sindaci, i commissari prefettizi, i consiglieri comunali, le forze politiche, i movimenti e le organizzazioni sindacali. L’obiettivo, dichiarato su un manifesto che ieri ha cominciato a circolare, è quello di uno sforzo per rilevare le quote private, attualmente appartenenti a Veolia (il 49% della società, del valore di circa 12,5 milioni di euro) e farle, di conseguenza, diventare pubbliche: “C’è una legge regionale – ha spiegato Paolo Di Capua, portavoce setino del Comitato – che deve essere rispettata e mi auguro che tutte le forze che amministrano la nostra provincia si impegnino a farla rispettare e ad adottarla, così come si impegnino a dare seguito alle indicazioni che i cittadini hanno espresso nel referendum sulla gestione del servizio idrico in Italia. C’è il rischio – ha proseguito Di Capua – che un altro privato si impossessi di quelle quote, con enormi problemi che potrebbero scaturirne. Per questo motivo mi auguro che si possa intraprendere, tutti insieme, questa battaglia”.
Sezze, dal Comitato Acqua Pubblica un appello a sindaci e commissari prefettizi

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