Ci sono le firme di Antonia Brandolini, Serafino Di Palma, Lidano Zarra, Roberto Reginaldi e Antonio Piccolo, esponenti della minoranza consiliare che già in passato si erano espressi sulla decisione di affidare il servizio idrico integrato, dopo la cacciata della Dondi, ad Acqualatina, ma ci sono anche quelle di Luciana Lombardi e Senibaldo Roscioli, consiglieri di maggioranza che danno a tutta l’operazione un contributo non indifferente. E’ questo lo scenario che si è aperto ieri mattina, dopo la presentazione e il protocollo della mozione per re-impossessarsi degli impianti e gestire il servizio idrico a Sezze. Il documento è stato realizzato di concerto con il Comitato Acqua Pubblica di Sezze e, proprio come anticipato nelle intenzioni dello stesso comitato, anche i consiglieri di maggioranza lo hanno fatto proprio firmandolo. La mozione parte da alcuni presupposti, tra i quali l’acqua considerata come bene pubblico, interamente pubblico, non con una quota del 51% riservata al pubblico e un 49% riservata ai privati. Di fondamentale importanza anche la questione del Referendum, che lo scorso giugno 2011 ha sancito che l’acqua è un bene pubblico. Nel documento presentato e protocollato ieri mattina, che adesso si trova a disposizione di altri consiglieri che vorranno firmarlo, si legge anche che la massima assise cittadina non ha mai approvato la convenzione che il Comune ha firmato con Acqualatina dopo il difficile scioglimento del contratto trentennale con la Dondi. Oltre a non averla votata in consiglio non c’è stata nemmeno l’approvazione dell’atto costitutivo tra ente e società. C’è inoltre una sentenza del Consiglio di Stato che ha abrogato il capitolo di remunerazione del capitale investito, che comprende gli interessi sul debito contratto per investimenti sulla rete e sugli impianti, le tasse sul reddito, il profitto del gestore. Scopo della mozione, quindi, la ripresa della gestione degli impianti finora affidati ad Acqualatina e una nuova era per il servizio idrico integrato. Questa soluzione, secondo i firmatari, porterebbe ad un servizio migliore e a tariffe più basse: “I soldi delle bollette – si legge nella stessa mozione protocollata – serviranno per migliorare il servizio per la collettività, non per pagare lo stipendio ai manager”. La mozione, che è già considerata tale avendo due firme, sarà presumibilmente inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale di febbraio e c’è l’eventualità che venga firmata da altri esponenti della maggioranza consiliare.
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