Taglio dei Comuni sotto i 5mila abitanti? No, grazie. Ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera indirizzata alla presidente della Camera, Laura Boldrini, Domenico Guidi, sindaco di Bassiano che scende in campo affinché non venga considerata la proposta di alcuni parlamentari sulla scelta di cancellare i Comuni sotto i 5mila abitanti. Nella nota il sindaco fa riferimento alla proposta di legge 3420 dell’11 novembre 2015: “Ho letto i tre miseri articoli con cui i parlamentari firmatari, vorrebbero di colpo cambiare la geografia dei Comuni d’Italia. Non ho nessuna intenzione, neanche per un attimo, di tentare di convincere i firmatari di quanto sciagurata e deplorevole sia questa iniziativa che porterebbe soprattutto i nostri interi territori allo sconvolgimento pressoché totale. In casi disperati come questi – spiega il sindaco di Bassiano – amo trovare conforto e rifugiarmi in un grande aforisma di James Freeman Clarke, che recita che un politico pensa alle prossime elezioni, mentre uno statista pensa alla prossima generazione. In una regione dove esiste una disoccupazione giovanile abbondantemente sopra il 40% ed un potere mafioso che si sta consolidando in grado di soffocare tutto e tutti, c’è chi in parlamento trova il tempo e la voglia di occuparsi di una legge che porterebbe nel Lazio alla chiusura di 251 Comuni su 378, pari al 66,40% dell’intera regione. Non so predire il futuro, una volta approvata questa legge indegna, se la regione Lazio provvederà come richiesto, alla fusione obbligatoria dei Comuni. Capisco invece lucidamente – conclude il primo cittadino di Bassiano – che il sindaco di un piccolo Comune come il mio non ha certamente la forza “contrattuale” di condizionare l’esito delle elezioni. Elezioni che prima o poi arriveranno durante le quali comunque, dovrete rendere conto a tutto il Lazio, che oggi si vuole devastare. Per quanto mi riguarda mi adopererò politicamente perché tale legge sia messa nelle condizioni di non nuocere, come loro stanno tentando di fare”. La proposta di legge firmata dai parlamentari Lodolini, Fanucci, Zoggia, Ascani, Paola Boldrini, Bossio, Fedi, Fragomeli, Gandolfi, Guerini, Lattuca, Naccarato, Patriarca, Pelillo, Petrini, Piccolo, Porta, Sbrollini, Valente e Zan nasce dall’esigenza di trovare un efficace meccanismo per ridurre l’elevata frammentarietà dei Comuni italiani e favorire il raggiungimento da parte di questi ultimi di dimensioni più adeguate, per consentire un miglioramento della qualità e dell’efficacia dei servizi offerti ai cittadini.
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