E’negativa la risposta proveniente dalla Regione, alla petizione consegnata dall’Agesci al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti lo scorso 4 giugno. La richiesta chiedeva alla Pisana i fondi necessari a completare l’opera. Ma ad oggi sembrerebbe che nessuno possa toccare l’Anfiteatro per due motivi: il primo è quello del procedimento in corso da parte della Commissione Europea per rientrare in possesso dei fondi concessi per ultimare l’opera che completa non è; il secondo è che L’Anfiteatro è stato inserito dalla stessa Regione Lazio nella lista dei beni da dismettere e ciò non permette l’investimento su di esso di ulteriori fondi. Sa di beffa tale situazione visto che quel progetto strampalato, che sostituiva il primo intervento promosso dall’ATP per un adeguamento delle norme di sicurezza al costo di circa 200 mila euro, venne approvato la mattina dalla Giunta Comunale e il pomeriggio stesso da quella Regionale in un esempio di efficenza burocratica senza precedenti. Peccato che tra Sezze e Roma nessuno si accorse delle carenze di quel progetto che non prevedeva per il nuovo Anfiteatro, la costruzione della scena, dei camerini, il sistema di sicurezza e l’attacco alle fognature. Ma chi dovrà rendere conto del 1 milione 850 mila euro richiesti nel marzo 2013 dalla Commissione Docup Obiettivo 2? La Regione pare propensa a scaricare sul Comune, ma il sindaco Campoli è determinato a respingere responsabilità che possano ricadere sulla popolazione.
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