“Sì, era nell’aria. Al consiglio comunale non sta bene essere ripresi nonostante ripetuti annunci di modifiche di regolamenti, deroghe o altre amenità vari. Ci hanno cacciati, hanno cacciato dall’aula l’occhio elettronico, freddo e neutrale, che registrava quanto detto e come veniva detto. Il Presidente Di Raimo ha solamente fatto rispettare il regolamento (ha fatto bene, ci mancherebbe, noi siamo rispettosi di leggi e regolamenti tant’è che ci siamo allontanati senza piazzate di sorta). Quello che ci chiediamo è come mai in un’aula (ci verrebbe da dire sorda e grigia) dove si decanta trasparenza e rispetto per i cittadini nessuno dei presenti si è schierato pubblicamente a nostro favore chiedendo che rimanessimo per la libera informazione e la diffusione dei lavori consiliari”. E’ questa l’amara considerazione di Damiano Risi, portavoce del Meetup dei Grillini di Sezze, dopo essere stato allontanato dal consiglio comunale di ieri pomeriggio con la sua telecamera. La richiesta è arrivata dai consiglieri Brandolini e Di Palma, che hanno chiesto al presidente del consiglio comunale, Sergio Di Raimo, di far semplicemente rispettare il regolamento, che prevede che le riprese in aula debbano essere autorizzate. Per questo motivo il presidente del consiglio ha avvertito il dirigente della Polizia Locale Lidano Caldarozzi, che è intervenuto in aula allontanando Risi e verbalizzando l’accaduto: “Siamo stati cacciati ed allontanati, Fiato sul Collo è l’unico mezzo che abbiamo per controllare i nostri dipendenti in Comune, e questo lo sanno bene. Lo sanno bene tutti i componenti di una maggioranza che calpestano regolamenti e diritti ogni qual volta c’è da portare a casa il risultato e che oggi, zitti ed impassibili, non hanno nemmeno dimostrato solidarietà (anzi hanno incoraggiato la decisione). Se è vero che ambasciator non porta pena – si legge ancora nella nota – il presidente Di Raimo ha solamente notificato un messaggio di questa classe politica che non vuole disturbi o interferenze, ha notificato l’ennesimo insulto alla cittadinanza. Dopo 8 anni di riprese siamo stati costretti a sospendere il nostro impegno di cittadini attivi. Ma state sicuri che non finirà qui. Ci batteremo per i nostri diritti e prossimamente lanceremo una campagna ed un appello. Oggi possono aver vinto loro grazie ad arroganza e privilegio, domani vinceremo noi grazie ad impegno ed onestà. Una volta – conclude la nota – dicevamo una cosa sacrosanta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?), noi neppure”.
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