Italia Sicura, il programma di Palazzo Chigi, prevede 7100 interventi in tutta Italia, per un totale di 21 miliardi di euro, di cui, per il momento, disponibili poco più di due, dice Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi e membro della Cabina di regia di Italia Sicura. Un piano che parte però con un handicap: quello di non avere una struttura di controllo della qualità dei progetti presentati dalle Regioni. Il rischio quindi, spiega Graziano, è che “diventi un distributore di soldi senza risolvere il problema”.
E si! Un distributore di soldi senza risolvere i problemi!
E se i problemi addirittura li crea una programmazione sbagliata in partenza?
E’ sotto gli occhi di tutti che a Sezze si sta tagliando orizzontalmente un fronte di frana, finora silente, ma che ha già provocato dissesti in un passato recente.
La realizzazione di un Nuovo Impianto di Depurazione e Collettore Emissario, ha raccolto i pareri favorevoli degli Enti preposti, aggirando proditoriamente le norme del Piano per l’Assesto Idrogeologico (PAI), che VIETA espressamente la realizzazione di COLLETTORI FOGNARI in zone ad alto rischio di frana, come quella interessata dall’opera (art.16 punto 1 comma c), definendo gli interventi proposti come “opere di ripristino migliorativo di impianti esistenti.
Infatti si è giocato sull’art. 16 punto 2 comma f) del PAI che recita :
sono consentiti: f) interventi sulle infrastrutture sia a rete che puntuali e sulle attrezzature esistenti, sia private che pubbliche o di pubblica utilità (un collettore fognario è comunemente inteso come una infrastruttura) ritenendo così di superare l’esplicito divieto dell’ art.16 punto 1 comma c).
L’Autorità dei bacini regionali del Lazio, in risposta alla richiesta di parere da parte del Comune di Sezze (prot. 194520 del 04.05.2012), arriva a definire l’opera gli interventi come “migliorativi rispetto alla situazione idrogeologica esistente”! Come dire che tagliare orizzontalmente un fronte di frana ne migliora l’assetto!
La stessa Autorità, dopo aver riconosciuto l’opera come “ripristino migliorativo” circa gli aspetti geomorfologici, successivamente si contraddice clamorosamente e, nello stesso documento, “accerta” che il collettore costituisce “una nuova struttura lineare”
La realizzazione dell’opera sarà pure di pubblica utilità, ancorché siano state reclamate più volte soluzioni alternative, ma si sta realizzando un collettore che, in caso di frana, produrrebbe un grave danno economico ed ambientale … Possibile che si debba sempre correre dietro a scelte scellerate? (156, ecomostro anfiteatro, abuso edilizio, interpretazione fantasiosa delle norme urbanistiche, discariche abusive, disinteresse per siti di valore storico e ambientale … )
Sezze, comune autonomo con diritto di deroga dalla legislazione vigente, in funzione di una condizione di extraterritorialità, oppure, che altro? Movimento libero Iniziativa sociale.
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