“Nella conferenza dei sindaci, non quella delle amministrazioni, cioè i consigli comunali, con maggioranze e minoranze mai ascoltate, mai informate e mai coinvolte, i sindaci hanno approvato e approvano a maggioranza gli atti e le delibere. Agiscono come se avessero una super auto-delega in bianco, decidono, approvano e deliberano, per fortuna non tutti, all’insaputa dei rispettivi consigli”. E’ critica la posizione del Comitato Acqua Pubblica sulla situazione di Acqualatina e in una nota il portavoce Paolo Di Capua aggiunge: “Ora, per la selezione dei candidati di parte pubblica del cda di Acqualatina, la conferenza dei sindaci apportava ed approvava delle modifiche allo Statuto, approvarono il disciplinare per la nomina a consigliere, nel quale disciplinare Acqualatina si accinse da subito a redigere l’avviso pubblico per la selezione e che poi una commissione allo scopo nominata avrebbe valutato le domande presentate. Al Comitato Acqua Pubblica di Sezze, per come si è attorcigliata, avvitata, ingarbugliata la questione della selezione, con le dimissioni dell’intera commissione di valutazione e la dissonanza (così pare) tra il disciplinare e il bando pubblico, tutto ciò appare come l’ennesimo scivolone dei rappresentanti istituzionali (conferenza dei sindaci) o forse meglio dire sindaci caduti dal cielo. Se così fosse la conferenza dei sindaci sarebbe un pasticcificio ed è la riprova che i sindaci (per fortuna non tutti) alzavano ed alzano la mano a prescindere da quello che gli viene sottoposto (delibere). Se così fosse stato o è, i sindaci presenti come si potranno giustificare nei rispettivi consigli comunali nei confronti delle loro maggioranze e minoranze? Alzano la mano e approvano tutto inconsapevolmente? Il Comitato Acqua Pubblica non crede che i sindaci siano degli sprovveduti, perché se lo fossero sarebbe molto grave, poiché nella conferenza essi rappresentano i pubblici interessi, sempre da tutelare e salvaguardare. Come si può ritenere possibile la non lettura del disciplinare? E come si può ritenere possibile la non lettura del bando pubblico, disciplinato dal disciplinare? Ora se i fatti e gli avvenimenti accaduti sono questi, per i cittadini e per il Comitato è la riprova, l’ennesima dimostrazione, della consuetudine spartizione delle cariche e l’approvazione di delibera anche con la lingua dei segni. Sarebbe auspicabile ed opportuno che i sindaci (per fortuna non tutti) si dimettessero, non partecipando alla conferenza. Con il loro comportamento e atteggiamento istituzionale ambiguo si auto legittimano. Ai sindaci il Comitato rivolge l’invito a prendere atto e agissero per il bene delle comunità che rappresentano. Registriamo infine, in relazione al pasticcio, se non l’ennesima scandalosa vicenda, il silenzio tombale di tutti i consiglieri dei rispettivi consigli dei sindaci presenti alla conferenza che si sono guardati bene dal proferire una parola. Resta un comportamento intollerabile dei sindaci che nella conferenza ci vanno con gli occhi bendati e forse la scambiano per un ballo in maschera o per una sala da gioco. Ad entrambi, sindaci e consiglieri, non resta altro che guardare le stelle”.
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