L’ex consigliere comunale del PD Fabrizio Porcari parla di urbanistica e soprattutto dei tempi dei cantieri nel capoluogo: “A Latina ci sono diversi quartieri interamente senza servizi. Senza strada, senza illuminazione, senza marciapiedi. Questo è il risultato di decenni di politica di centrodestra. Una politica che ha sempre pensato agli interessi di pochi contro gli interessi di molti. Per spiegare bene questa situazione si pensi che a Latina si è riusciti a far costruire interi quartieri su aree private. Questo significa che decine e decine di abitazioni, con centinaia di abitanti, vivono in zone con strade private. Non avrebbero mai potuto avere le licenze edilizie; ma a Latina si sa che tutto è possibile. I cittadini di quelle zone hanno pagato le loro case a prezzo di mercato, ossia una quota di quello che hanno pagato andava sotto la voce: oneri di urbanizzazione. Hanno pagato la loro strada, il loro marciapiede e la loro illuminazione. Hanno pagato per servizi che non hanno mai avuto. Nella scorsa consiliatura il PD si è battuto molto per risolvere questi problemi. In alcuni casi siamo riusciti anche a far impegnare ingenti somme. I nuovi piani approvati dalla giunta Di Giorgi prevedono il meccanismo della perequazione: per espropriare strade e piazze invece di pagare in euro si fa un baratto con i proprietari. Loro danno la proprietà al Comune, il Comune gli da un premio di cubatura, cioè metri cubi in più da costruire. Questo “baratto” si poteva fare entro 18 mesi dall’approvazione del piano. Un esempio: il piano di Latina Scalo è stato approvato nel giugno 2012 quindi questo baratto si poteva fare entro dicembre 2013. Ma a Latina come abbiamo detto tutto è possibile. Nel bilancio di quest’ anno sono stati stanziati 400.000 euro per la realizzazione della strada di via del Gladiolo con un particolare non trascurabile: se quei soldi non saranno spesi entro la fine di quest’anno andranno persi. Ma non si possono utilizzare perché quella strada è ancora di proprietà privata. Quando diventerà pubblica? Quando i privati si decideranno a mettere in atto la perequazione. Secondo le norme tecniche poteva avvenire entro dicembre 2013 ed a oggi sembra che ai privati non interessi proprio questo baratto. Perché dobbiamo aspettare ancora? Per questi motivi l’unica soluzione è l’esproprio. Bisogna cioè impegnare una parte di quei 400.000 euro per espropriare quella strada per farla diventare di proprietà comunale. Anche perché se non faremo questo perderemo i soldi impegnati e in più rimarremmo sempre con una strada privata con l’impossibilità di fare qualsiasi tipo di intervento. Se non si farà l’esproprio a perdere un’altra volta saranno quei cittadini che da più di 10 anni aspettano di vedere rispettati i propri diritti. Non possiamo deluderli ancora per una volta”.
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