E’ decisamente negativo il bilancio della stagione estiva sul fronte incendi. A parlarne è Gianluca Calvano, coordinatore del gruppo VVA Latina-Sezze e delegato alla Sicurezza del Comune setino, che analizza i numeri di un’estate da dimenticare: “Dal 15 giugno al 15 settembre – spiega Calvano – abbiamo effettuato 60 interventi, rispetto ai 45 dell’anno scorso, in cui fortunatamente ci fu un agosto piovoso che ridusse il numero dei roghi. Ma posso dire che il bilancio è negativo”. Centinaia di ettari andati in fumo, con alcune zone setine particolarmente colpite: “Via Sorana, la zona di Ceriara in generale e i Casali sono state le zone maggiormente colpite dalla furia del fuoco. Il nostro gruppo, di concerto con il gruppo comunale di Roccagorga, i Lupi Lepini, il Corpo Forestale dello Stato e i Vigili del Fuoco, coordinati dalla Regione Lazio, ha cercato di porre rimedio ad alcune situazioni pericolose anche per le abitazioni limitrofe, ma è stato molto complicato”. 20 ragazzi, distribuiti in turni della durata di 24 ore, con due mezzi a disposizione e una portata di 2.700 litri di acqua hanno dato il massimo, annullando l’opera dei piromani. Nessun dubbio anche sulla natura degli incendi che hanno infiammato i Monti Lepini: “Almeno il 90% dei roghi sono stati di natura dolosa. Lo si è potuto vedere dalle tempistiche nelle quali si sono accesi e anche dalle modalità. Salviamo dal doloso alcune situazioni in cui qualcuno ha perso il controllo di sterpaglie che, nonostante il divieto sindacale, stava bruciando. Per il resto sono dolosi e anche ‘ragionati’, con fiamme che si sono alzate negli orari notturni, quando i mezzi aerei non possono intervenire, e sono state appiccate contemporaneamente in diverse zone delle nostre colline”. Insomma un’estate difficile, che ha ancora una volta registrato quanto sia complicato porre freno a questa triste e incontrollabile abitudine, quella di accendere fuochi e perdere centinaia di ettari ogni stagione. Proprio per questo motivo Gianluce Calvano vuole lanciare un appello: “Siamo costantemente alla ricerca di ragazzi e meno giovani intenzionati a dare una mano. Arriviamo ogni anno a settembre letteralmente distrutti, costretti poi a ricominciare a lavorare quando inizia la stagione delle piogge che è altrettanto complicata. Per questo motivo desidero lanciare un appello affinché al fuoco si possa rispondere con un volontariato deciso e composto da persone che sono stufe, ogni stagione, di fare la conta dei danni provocati dall’uomo”.
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