Una determina dei giorni scorsi stabilisce le riduzioni e le fasce di accesso alle compensazioni per la mensa scolastica e per la mensa sociale per gli anziani e gli indigenti. Una deliberazione dello scorso agosto infatti, stabilisce le tariffe dei servizi a domanda individuale e in particolare stabilisce in 3,80 euro l’importo per la mensa scolastica e per la mensa per anziani, disabili e soggetti svantaggiati. Nello stesso regolamento però vengono indicati i criteri per la concessione di esoneri totali o parziali ad utenti in condizioni economiche disagiate, fissando le fasce di reddito e le percentuali di esonero. La suddivisione viene operata partendo dall’aggiornamento del “minimo vitale” indicato dall’Inps per l’anno 2015 in 5mila 830 euro annui. Per la fascia di reddito Isee da 0 fino al minimo, la tariffa stabilita è di euro 2,35 al primo figlio e 2 euro dal secondo figlio. Per la II fascia Isee fino a 9mila euro, si sale a 2,65 euro al primo figlio e 2,35 per gli altri; in terza fascia, da 9mila a 13 mila euro si sale a 3,30 euro per il primo figlio e 3 euro dal secondo; per la IV fascia oltre i 13 mila euro, la tariffa è intera: 3,80 euro. Tutti gli esoneri totali vengono disposti invece su relazione motivata del Servizio Sociale. Per il servizio mensa sociale invece, per la I fascia la tariffa viene ridotta a 2 euro per un buono pasto; in II fascia di sale a 2,50 euro che diventano 3,30 sopra i 9mila euro fino a 13 mila, soglia oltre la quale si paga l’intero di 3,80.
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