Antonio Turri, poliziotto in pensione che ha dedicato 30 anni di carriera e di indagini alla provincia di Roma e Latina e oggi referente nazionale dell’associazione “I Cittadini Contro le Mafie e la Corruzione” lancia un motio rivolto ai territori dei paesi Lepini: “Subito dopo la metà degli anni ‘80, con amici del sindacato di Polizia, denunciammo come le mafie tradizionali avessero avviato una serie di investimenti e fossero presenti in territori del sud pontino e personaggi direttamente riconducibili a tale gruppi erano presenti a Latina e Aprilia”. Lo stesso Turri rivela che questa considerazione non fa altro che portare alla conoscenza dei cittadini ciò che da anni è presente nei fascicoli delle Forze di Polizia”. Turri però sposta poi l’attenzione alle nuova evoluzione Lepina di queste infiltrazioni: “Oggi ci vediamo ancora una volta costretti a denunciare e a lanciare un allarme su quanto sta avvenendo sui Monti Lepini. Questo territorio particolarmente appetibile per i clan malavitosi d’importazione e locali che, con la contaminazione criminale da altre aree, tentano di realizzare e trarre profitto in settori ancora parzialmente immuni come quello dell’agricoltura e del controllo del lavoro dei migranti. Settori che si affiancano alle attività classiche di usura e traffico di stupefacenti. La crisi economica e il patrimonio di aziende e imprese del territorio, costituiscono un piatto appetibile. E’ dunque opportuno segnalare e attivarsi per conoscere ruoli, azioni e precedenti di personaggi indiziati. Prevenire è meglio che curare”.
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