Il Consultorio Familiare di Priverno è ridotto ai minimi termini. Una situazione di emergenza di personale e di servizi offerti che non è passata inosservata nemmeno agli amministratori dei comuni limitrofi. Tra questi Maenza tanto che il vicesindaco Dorina Risi ha scritto una lettera aperta al Direttore Generale della ASL Michele Caporossi. Una lettera che sa di appello: “Le elezioni amministrative 2014 hanno visto la nostra coalizione essere chiamata a rivestire il ruolo di amministratori. Con serietà e coscienza, un po’ alla volta, cerchiamo di affrontare le problematiche che si presentano alla nostra attenzione. Consapevoli del fatto che la vita quotidiana non lascia tempo per molte vicende anche se di primaria importanza, è nostro dovere ed interesse richiamare la Sua attenzione sulla questione dell’assenza del servizio di ginecologia presso il consultorio di Priverno, a cui facevano riferimento centinaia di donne dei nostri paesi.
Tale consultorio era l’unico centro a cui esse potevano rivolgersi non avendo più un ospedale di riferimento in zona, non avendo possibilità economiche nella gestione dei controlli che una gravidanza comporta, non avendo disponibilità economica e consenso familiare nel caso della gestione sessuale nelle giovani donne.
Dalle agenzie ci vengono riferiti di continuo dati sugli accessi inappropriati al pronto soccorso ginecologico, sulle spese che potrebbero essere in diversi casi evitate senza togliere niente all’assistenza della donna e del suo bambino. Ma semplicemente con una visita ambulatoriale, un consiglio del proprio ginecologo di fiducia. Emblematico è la relazione donne straniere e pronto soccorso.
Gli indicatori ci suggeriscono di incentrare le cure sulla persona. Ritengo che questa possa essere anche una soluzione e la intendo in questo modo.
Forse al consultorio di Priverno servirebbe di nuovo un medico specialista che si occupasse esclusivamente di ostetricia? Non fare tutto, ma quello che serve e bene. Collegato in modo ottimale con i necessari contatti con l’assistenza di Latina.
Noi come amministratori dei vari comuni potremmo implementare l’assistenza sulle campagne di prevenzione, sulle problematiche ginecologiche, sui servizi di informazione alle muove mamme ……e tanto ancora.
Credo che il sistema a rete sia l’unico e il più valido, credo nella collaborazione di più forze presenti in campo. Non credo nell’ omologazione.
Vedo che il nostro territorio è diverso e ha bisogno di un intervento diverso. Vedo la presenza in un territorio di paesi collinari, di un consultorio con uno specialista a cui le donne possono con serenità affrontare la propria gravidanza come l’icona di una rinascita……. Ma la realtà è che il consultorio è svuotato di questa professionalità da diversi anni ….come simbolo di un Paese che non pensa più al suo futuro.
Queste sono le questioni cui tengo principalmente e nelle quali è necessario investire.
Resto a disposizione e convinta di ogni futura collaborazione”.
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