Anche Federico D’Arcangeli, ex segretario del Circolo cittadino di Sel, fa sentire la sua voce sulla vicenda dell’azzeramento delle deleghe e la revoca degli assessori del Comune di Priverno, da parte del sindaco Angelo Delogu, pure lui di Sel. Questo il testo integrale della nota diffusa da D’Arcangeli: “Dunque, stando al Bollettino della Vittoria diffuso dal Palazzo, dal prossimo venerdì per Priverno inizierà un nuovo Rinascimento. Basterà affidare a due tecnici esterni la cura del Bilancio e dei Lavori Pubblici (si parla di un ingegnere/insegnante e di un commercialista di origini privernati NdR), i due settori nei quali evidentemente si ritiene si siano registrate in questi primi venti mesi le carenze maggiori, e come d’incanto tutto si rimetterà in moto e ogni problema verrà risolto (vale la pena, per inciso, ricordare al sindaco che quei due settori erano appannaggio del suo Partito – Vellucci al Bilancio e lo stesso Delogu ai LLPP – e che in questo modo finisce per mettere sotto accusa non solo la propria parte politica, ma segnatamente un giovane preparato, coraggioso e generoso come Pierluigi Vellucci). E’ sterminato l’elenco delle questioni che secondo il Bollettino rapidamente verranno affrontate e risolte: Rifiuti, Musei, Decoro Urbano, Tasse, Urbanistica, S. Martino, Area Archeologica, S. Giorgio, Mobilità e Parcheggi, ogni casella al suo posto. E’ un nuovo inizio, questi venti mesi sono serviti da rodaggio, due cambi e la squadra è pronta alla sfida decisiva. Che tutta l’operazione segnerà, stando alla guerra dei comunicati, una pericolosissima frattura con il Pd o anche nel Pd) questo non conta; che il maggior partito della coalizione abbia finora espresso il proprio totale dissenso su questa operazione è cosa che evidentemente non preoccupa il sindaco e i tanti che in questo momento sembra cantino vittoria. Vittoria di chi e su chi? Vittoria su una coalizione che per quanto “sgarrupata” per i pessimi rapporti interni (ma era tutto già noto, è bene ricordarlo) ha permesso di stravincere le elezioni e garantire una solida maggioranza consiliare? Vittoria su un alleato che, piaccia o no, (e non a caso noi militiamo in un altro Partito) rappresenta migliaia di elettori e dal quale temo non si possa prescindere se si vuole governare una realtà che si è dimostrata molto più complessa di quanto molti immaginavano? E si sono valutate fino in fondo le conseguenze per i prossimi anni, non per i prossimi giorni, di una eventuale rottura? Anche Pirro ogni tanto vinceva…”. (M.G.)
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