Sembra ormai chiaro che sulla vicenda rifiuti-isole ecologiche non vi sia da parte dell’amministrazione comunale di Priverno alcuna intenzione di aprire un confronto pubblico con chicchessia. La speranza, a questo punto, è che l’incarico per produrre la perizia sugli impianti attualmente inattivi, prima o poi, ci dia elementi sufficienti per capire semplicemente che cosa è successo a quei tre milioni e mezzo di euro costati l’intero progetto e risalire a qualche responsabilità, almeno politico-amministrativa: vale la pena ricordare che questa amministrazione non ne ha alcuna, di responsabilità, sull’intera vicenda. La considerazione è di Federico D’Arcangeli, ex segretario cittadino di Sel, ed oggi coscienza critica della politica amministrativa locale. Che, in verità, sulla vicenda isole ecologiche ha espresso fin dall’inizio le sue perplessità Allora, se è vero che l’attuale Giunta Pd-Sel, guidata da Angelo Delogu, non ha responsabilità sulla faccenda isole ecologiche, D’arcangeli prova a “spacchettare” il problema e a spostare l’attenzione sul solo Centro di Raccolta di Fontana Vecchia: dovrebbe servire, con gli impianti installati – afferma – a compattare alcune delle frazioni raccolte con la differenziata; una sorta di centro di trasferenza, di minimo stoccaggio temporaneo, in attesa dell’ invio verso gli utilizzatori finali. A differenza delle isole ecologiche, quegli impianti costati decine e decine di migliaia di euro, non sono mai entrati in funzione. Non solo, ma dopo la fine e la consegna dei lavori, secondo D’Arcangeli, ci sarebbero stati altri interventi costati altre migliaia di euro, per avere una struttura che non funziona. La conclusione, l’ex segretario Sel, l’affida a tre domande: “Tutto questo è accettabile? E per di più è regolare? Un po’ di chiarezza, è chiedere troppo?”. Come sempre, giriamo le domande a chi può dare delle risposte.
Mario Giorgi


