Federico D’Arcangeli, ex segretario cittadino di Sel, e uno dei fautori della composizione della coalizione che poi ha vinto le amministrative del 2013 a Priverno, ci va giù duro su quanto sta accadendo nell’amministrazione comunale lepina, tra e all’interno dei partiti. Questa la nota (integrale) che ha inviato sulla vicenda alla stampa e, poi diffuso sulla Rete: “Non l’immaginazione, come sognavamo nel 68, ma proprio l’improvvisazione che è figlia del dilettantismo e dell’irresponsabilità: questo è il filo rosso che lega la vicenda politica che da tre mesi si sta dispiegando sotto i nostri occhi. Non si sa come si concluderà nel Consiglio comunale previsto per mercoledì prossimo, ma se anche si dovesse rimediare alla fine una maggioranza purchessia, il danno politico che si è ormai prodotto è grave e irreparabile. La rottura innanzitutto. Davvero si è consumata su quel voto sciaguratamente contrario sulla delibera di Priverno Cave, che poi non è andata nemmeno avanti, per un clamoroso ritardo nella costituzione in giudizio? Voglio dire, è credibile che le difficoltà che oggi si lamentano nell’azione amministrativa siano tutte riconducibili a quei due “reprobi”? I ritardi, gli errori, le omissioni che in questi primi venti mesi hanno appesantito oltre ogni previsione l’azione della Giunta davvero sono tutte riconducibili a due soli assessori? Niente di nuovo su Fossanova, niente ancora per S. Martino, niente su Rifiuti e Isole Ecologiche, Luci e Ombre sull’Area Archeologica, niente sul Centro ZAG, errori a non finire sulla Sanità, niente su S. Giorgio e così via; colpa di due o colpa di tutti, sindaco in testa? Non dovrebbe essere questa la riflessione su cui impegnarsi oggi, gruppi consiliari e forze politiche? E allora, come si fa a tirare una linea netta tra le parti in causa, buoni da una parte e cattivi da un’altra? Se non c’è mai stata una questione politico-programmatica esplicitamente contestata, la rottura è personale o cosa? E che rottura è se poi, nello svolgersi di questa telenovela, i due sono stati di volta in volta messi all’indice e poi cercati e corteggiati a seconda dell’improvvisazione tattica del momento (così come per i due “esterni”, da giocarsi, alla fine, proprio con i due “traditori”, come facevamo da bambini con le figurine dei calciatori)? E l’idea di allargare la maggioranza al Centro, senza uno straccio di idea programmatica, a quale narrazione, a quale visione di Buona Politica risponde? Mercoledì si potrà anche materializzare lo sforzo che incessantemente sta conducendo un sindaco sempre più solo, e potrà anche spuntare un “volontario” che salvi la casa che brucia; ma se, come tutto lascia presagire, si consumerà la rottura con la sezione del Pd e si sceglierà di stare con una parte di quel Partito, allora sarà la fine non solo della coalizione che ha vinto le elezioni e governato in questi mesi, ma sarà anche la fine della prospettiva di ricostruire in futuro quella coalizione, e quello che ci aspetta, nel centro sinistra, è una lunga guerra sanguinosa, la balcanizzazione del nostro campo, uno scontro fratricida. Davvero un grande risultato! Valeva proprio la pena dedicarci anni e anni di impegno, compagne/i di Sel?”. (M.G.)
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