“Sabato 24 gennaio 2015 Giuseppe Ronci viene eletto segretario del Pd di Priverno. Reazioni? Il silenzio della Sinistra privernate è assordante! La freddezza del sindaco, dell’amministrazione e della parte uscita minoranza dal Congresso è glaciale. Nessuna dichiarazione, nessun commento, niente di niente. Nonostante il suo presenzialismo, a tratti spasmodico, sul web, il sindaco non ha trovato il tempo di mettere in fila due paroline di buon inizio mandato per il neo segretario eletto. Forse perché sapeva che tutto poteva essere tranne che un buon inizio”. Ad esprimersi, in questo senso, è Antonio Di Giorgio, un giovane esponente del Gruppo “Sveglia centrodestra” Priverno. “Se dal primo cittadino – continua Di Giorgio – era legittimo aspettarsi un segno di distensione dopo le fiamme che hanno avvolto l’atmosfera di questo Congresso, lo stesso vale per Antonini (e dunque la cordata Bilancia – La Penna, segretario provinciale – Moscardelli, senatore), rappresentante di una corrente uscita sconfitta dalla consultazione congressuale per la prima volta da quando è nato il Partito democratico di Priverno”. Antonio Di Giorgio che si sente in dovere di augurare a Giuseppe Ronci “buon lavoro”, pur essendo la distanza politica tra i due “siderale”, dopo aver ricordato le violente diatribe precongressuali sulla Rete da parte di alcuni esponenti della maggioranza amministrativa, arriva ad una sua conclusione: “In questo marasma generale nel quale il sindaco produce più comunicati che scelte politiche, nel quale assessori, capigruppo, ex segretari scatenano guerre intestine per logiche di palazzo sintomatiche di autoreferenzialismo puro, il grande assente rimane la politica”. Che pure è “l’unico fattore di cui ha bisogno realmente questo Paese”. Da parte nostra, una sola nota a margine. Ricordando che è sempre più facile cogliere nell’orto del vicino errori e brutture che nel proprio non si vedono, non si può negare che i giovani di “Sveglia Centrodestra!” abbiano messo il dito sulla piaga, in quanto i rapporti all’interno dei partiti, tra i partiti e tra i singoli consiglieri che costituiscono la maggioranza amministrativa non sembrano più intrisi di quel feeling – almeno dichiarato – che al primo Consiglio comunale fece gridare al cambiamento epocale.
Mario Giorgi
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