Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Lo dobbiamo ai nostri lettori ed ai cittadini privernati. Che tirasse aria di crisi nell’amministrazione comunale di centrosinistra a Priverno era cosa nota già da mesi. Che tra i due partiti della coalizione che sconfisse il centrodestra nel maggio del 2013 fossero venuti meno certi presupposti era altrettanto noto. Che all’interno di Sel non ci fosse unanimità di consensi su certe scelte lo dimostrano i quasi quotidiani interventi dell’ex segretario di Sel, Federico D’Arcangeli. Che all’interno del Pd, dopo la vittoria Giuseppe Ronci al congresso del 24 gennaio, la minoranza interna (Anna Maria Bilancia, Enrica Onorati e Roberto Antonini) si fossero dissociati dalla richiesta del Direttivo di non accettare deleghe fino ad un definitivo chiarimento tra le parti era cosa diffusa dagli interessati. Ora, si è arrivati al dunque. Il sindaco Angelo Delogu, dopo aver nei giorni scorsi azzerato le deleghe, stamane ha proceduto a firmare i decreti di nomina dei nuovi assessori. Queste le sue parole: “Anna Maria Bilancia, resta vicesindaco, con deleghe alla Cultura, al Turismo e al Personale. Antonio Ines conserva le deleghe all’Ambiente, Rifiuti, Sanità e Servizi socio-assistenziali. Enrica Onorati, entra in Giunta con deleghe alle Attività produttive, alle Politiche del lavoro, alle Cave, all’Agricoltura, Caccia e Pesca e al Patrimonio boschivo. I due assessori esterni sono Domenico Stirpe (con deleghe al Bilancio, Ragioneria, Tributi Economato e Società partecipate) e Riccardo D’Atino (con deleghe all’Urbanistica, Edilizia privata e pubblica, Assetto del territorio, Lavori pubblici, Manutenzioni, Decoro urbano, Patrimonio e Demanio)”. “Credo – aveva sottolineato Delogu – che si tratti di una squadra forte e ben assortita, piena di voglia di fare e di entusiasmo. In sostanza, gli equilibri di coalizione restano immutati. Il Partito Democratico ha due assessorati, Sel esprime un assessore e ci sono due assessori esterni di area politica. La decisione è stata presa dopo una lunga fase di discussione e consultazione, in cui ho ascoltato i partiti della coalizione e i singoli consiglieri, acquisendo le eventuali disponibilità all’accettazione dell’incarico”. Ma in casa del Partito democratico la cosa non è stata bene accetta. Anzi. In una nota alla stampa e in manifesti affissi in città, si accusa esplicitamente Delogu di aver rotto “l’alleanza con il Pd” e di aver nominato una sorta di “Giunta del sindaco”. Questo il testo del comunicato/manifesto: “Con questo ultimo atto Delogu cancella e oscura in un colpo solo l’immagine di una sinistra unita in questo paese e rompe il patto di fiducia siglato con i cittadini di Priverno nel 2013. Ciò si è reso possibile con la complicità di chi, ostinatamente, vuole sovvertire le regole democratiche del Pd ed eluderne così le indicazioni politiche scaturite dal Congresso di gennaio. Alla luce dei fatti appare chiaro che chi ha stipulato questo accordo ed ha accettato assessorati e deleghe, lo ha fatto esclusivamente a livello individuale non rappresentando le indicazioni del Partito democratico di Priverno. Dall’ottobre scorso il sindaco Delogu e quel che resta di Sel, hanno dato avvio ad una manovra pericolosa e sleale nei confronti del Pd, prima annunciando unilateralmente l’allargamento della maggioranza, poi denunciando la necessità di un rimpasto di Giunta, carente – a detta loro – nei settori Bilancio e LLpp (in mano a Sel e allo stesso Delogu) con l’ingresso di due tecnici esterni nominati. Il Pd non ha ritenuto percorribile la nomina di tecnici quali assessori esterni poiché non eletti e non indicati dai cittadini, anche perché tra i consiglieri della maggioranza erano presenti qualità e competenza sia tecnica che politica. Inoltre il sindaco, con la sua scelta ha costituito, con un’azione spregiudicata, una Giunta non in forza della maggioranza politica, ma che risponde solo al sindaco e per la quale non si avvertivano le condizioni. La seconda proposta avanzata da Delogu avrebbe mantenuto gli equilibri già in essere, ma ponendo un assurdo veto sui consiglieri del Pd (leggasi Elvira Picozza e Mauro Petrole NdR) democraticamente eletti. Il Partito democratico, non accetta veti su nessuna delle persone che ha contribuito a far eleggere e che lo rappresentano. Il Pd, responsabilmente, aveva riconfermato la volontà di uscire da quella fase di stallo amministrativo mettendo a disposizione le competenze e le capacità dei propri consiglieri, in base al lavoro finora svolto e all’impegno profuso”. Ormai, pare certo che le conclusioni si potranno tirare nel Consiglio comunale di mercoledì prossimo.
Mario Giorgi
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