Federico D’Arcangeli, ex segretario del Circolo Sel di Priverno, rende pubblica una sua riflessione sulla città, sulla partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e, in maniera talvolta diretta e tal’altra indiretta, sull’operato dei pubblici amministratori. Il tutto attraverso una serie di domande, cui chi di dovere crediamo non possa sottrarsi di dare una risposta. Il primo quesito che D’Arcangeli pone è sull’idea di partecipazione democratica cui l’amministrazione comunale – in verità, mai nominata – si ispira. L’uso della rete, le sue straordinarie potenzialità “sono davvero indirizzate a valorizzare la partecipazione dei cittadini o ci si accontenta solo di fare informazione e, a volte, propaganda, facendo poi magari il conto dei “mi piace” per sentirsi rassicurati sull’indice di gradimento?”. E i Partiti e la Politica, soprattutto quella parte che in un recente passato si è più impegnata a promettere trasparenza e partecipazione, “come pensa oggi di contribuire alla ricostruzione di un tessuto di democrazia partecipata? Come pensa di contribuire a cambiare il rapporto di passività che i cittadini hanno con la politica e con l’istituzione?”. A suffragio delle sue perplessità D’Arcangeli passa ad analizzare alcuni problemi concreti. “Una grande questione come la Sanità, che in passato è stata terreno di grandi battaglie e di grande mobilitazione (si pensi alla vicenda Consultorio), che diventa affare quasi privato, da gestire solo con rapporti diretti, confidenziali quasi, con i vertici della Asl; la grande battaglia sui rifiuti e sulle isole ecologiche, coperta oggi da una patina di opacità che rischia di appannare non solo le responsabilità del passato, ma anche le prospettive del futuro; la riflessione e i progetti sul Borgo e sulla stessa Abbazia di Fossanova oggi non si capisce a chi affidati e in attesa di che cosa; la disastrosa vicenda dell’Area Archeologica, uno dei lasciti peggiori dell’era Macci, su cui pare non sia possibile aprire un dibattito serio, per capire la direzione di marcia e anche per evitare gli errori del passato”. Infine, il dibattito fecondo sull’uso dei beni culturali, sulla Casa della Cultura, il tentativo di suscitare partecipazione vera con le giornate ecologiche, un occhio sempre molto attento al patrimonio preziosissimo del volontariato con il quale, ad esempio, si sono costruite iniziative indimenticate sul fiume Amaseno: possibile che se ne siano dimenticati tutti? (M.G.)
Leggi anche
LATINA | Dietro le quinte del cinema: Primo Reggiani incontra gli studenti al Vittorio Veneto
LATINA | Nuovo contratto Funzioni Locali, assemblea CISL FP con i lavoratori del Comune
ANZIO | Da Gaza all’Italia per dare un futuro ai suoi figli: la storia di Azhaar e l’appello solidale per la sua famiglia


