Torna a parlare il neosegretario Pd, Giuseppe Ronci. E lo fa alla vigilia della prima direzione del partito, che si annuncia piuttosto delicata, dopo l’esito congressuale. “Sono enormemente onorato e riconoscente al partito e al congresso per avermi eletto segretario politico”, ha dichiarato Ronci. ”Nella consapevolezza di rappresentare il più grande partito di Priverno, mi impegno a lavorare nell’interesse del partito e nell’interesse di tutti con spirito di servizio e spero di non deludere le aspettative delle numerosissime iscritte e iscritti, simpatizzanti e cittadini che guardano al Pd con fiducia”. Il giovane segretario ritiene che con questo congresso “si siano ricollocate le basi per riconfermare il primato della Politica quale strumento utile e necessario per il Bene di tutti”. È tuttora pesante – sottolinea poi Ronci – il ricordo delle Primarie di due anni fa, quando il partito non ha saputo governare il processo politico per esprimere una candidatura unitaria a sindaco, pur essendo portatore di consensi di gran lunga superiore nell’ambito della coalizione”. Né il Pd, “pur convinto della pari dignità politica delle forze politiche della coalizione, seppe governare con equità la composizione della rappresentanza dei Democratici nella lista, in ragione della forza elettorale che gli derivava. Forza confermata e incrementata dalle elezioni politiche e regionali del 2013”. Con il risultato che in “Consiglio comunale dei 12 consiglieri della maggioranza sette sono del Pd e cinque, compreso il sindaco, di Sel”. Poi Ronci esterna il convincimento che oggi, “dopo un primo bilancio, a quasi due anni dal varo dell’amministrazione, bisogna ripartire”. Con la consapevolezza che “il nostro paese è in stato di estremo disagio e sofferenza. La disoccupazione giovanile e quella degli over 50 è a livello di allarme sociale. Si avverte un vocio di malessere e delusione diffuso in tutti i settori della vita cittadina, che è acuito e amplificato dalla pesante crisi che, ormai da cinque anni, subisce l’Italia e l’Europa”. Questo malessere – sottolinea il neosegretario Pd – deve essere “la spinta necessaria per fare meglio e bene, spingendo la coalizione che amministra il Comune a riaggiornarsi, nettamente e visibilmente, in discontinuità sia nel merito che ne metodo, rispetto alla Giunta Macci”. E il Pd deve tornare ad essere “il protagonista fra la gente e determinare un nuovo processo che indichi le prospettive di un progetto riformista, basato su analisi realistiche e non populiste e velleitarie, nello spirito del patto stretto con i nostri elettori”. Si dovrà tener conto, inoltre, “della pari dignità politica fra i partiti, proprio in ragione di ciò che rappresentano”. Il Pd che Giuseppe Ronci vuole rappresentare “lavorerà per Priverno e per i suoi cittadini”. Il neosegretario chiude con un amarcord più che comprensibile: “Io cercherò di non deludere me stesso anche per onorare il ricordo di mio padre, Mario Ronci (autorevole esponente Pd e sindaco di Priverno sul finire degli anni Settanta NdR), che mi ha trasmesso la passione democratica e il rispetto degli altri”.
Mario Giorgi
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