Ormai siamo alla guerra dei comunicati all’interno del Partito democratico. O di quel che ne resta, bisognerebbe dire a questo punto. Ieri sera, il Partito ufficiale aveva annunciato, coram populo: “Alla luce dei fatti appare chiaro che chi ha stipulato questo accordo ed ha accettato assessorati e deleghe (Roberto Antonini, Anna Maria Bilancia, Enrica Onorati NdR), lo ha fatto esclusivamente a livello individuale non rappresentando le indicazioni del Partito democratico di Priverno”. Oggi, i tre consiglieri “incriminati”, hanno emesso un comunicato, in cui si firmano – prima della ufficializzazione del Consiglio comunale e, quindi, confermando la loro volontà e la loro scelta di seguire la linea del sindaco Angelo Delogu – facendo precedere i loro nomi dai termini “Assessori comunali” (Anna Maria Bilancia, Enrica Onorati) e “Presidente del Consiglio comunale” (Roberto Antonini), che questa carica l’aveva, in verità, già dall’insediamento dell’amministrazione comunale. Così come abbiamo fatto con la nota del Pd, facciamo altrettanto con il comunicato dei tre consiglieri comunali, pubblicando integralmente il loro comunicato stampa: “Sosterremo in Consiglio Comunale il documento politico programmatico del sindaco Delogu in quanto coerente con il programma premiato alle elezioni e con l’impegno che abbiamo assunto di fronte alla città e agli elettori. La nostra scelta di accettare incarichi all’interno dell’esecutivo è esclusivamente dettata dal senso di responsabilità e di coerenza rispetto al mandato conferitoci un anno e mezzo fa. Riteniamo purtroppo che la linea espressa a maggioranza dalla segreteria locale del Pd sia stata inadeguata ad affrontare la crisi politico amministrativa, sia perché caratterizzata da una totale e incondizionata chiusura alle ipotesi proposte dal sindaco, sia perché nei suoi effetti avrebbe condotto quasi inesorabilmente allo scioglimento del Consiglio comunale, ipotesi per noi da scongiurare. Riteniamo, inoltre, che la prima ipotesi proposta, che prevedeva l’ingresso di due assessori esterni nei settori finanziario e tecnico, non fosse in alcun modo penalizzante per il Partito democratico che, sostanzialmente, avrebbe avuto due assessori interni e due assessori tecnici di area. Consideriamo inspiegabile la totale chiusura verso questa proposta che, fra l’altro, non prevedeva alcun veto né preclusione. È prerogativa del sindaco, nel rispetto e nella considerazione della forza e del peso delle forze politiche, verificare l’efficienza degli assetti di Giunta e procedere all’indicazione della stessa nell’esclusivo interesse della comunità. Non abbiamo mai avvertito né da parte del sindaco né da parte dei nostri alleati di governo, la volontà di indebolire il Partito democratico, anzi al contrario abbiamo percepito l’intenzione di procedere ad un nuovo assetto della Giunta più funzionale al governo della città che prevedesse un ruolo ed un peso ancora più forte del Partito democratico nella capacità di individuare sia soluzioni interne che esterne. Come sempre abbiamo fatto fin dall’inizio della consiliatura, ci siamo comportati e ci comporteremo in maniera responsabile; noi abbiamo sempre votato i provvedimenti proposti dalla maggioranza anche quando non eravamo pienamente d’accordo. Continuiamo a credere nel progetto della lista “Priverno Bene Comune” ed auspichiamo che il Partito democratico nella sua interezza possa continuare a sostenerlo. Per questo i nostri incarichi in Giunta e in Consiglio sono a disposizione di un ragionamento di composizione, se si ha la volontà politica di trovare le soluzioni adeguate senza chiusure e strumentalizzazioni. La nostra militanza nel Partito democratico è fortemente ancorata ai valori che il Pd esprime e a cui si ispira: prima di tutto viene l’interesse e il bene della nostra comunità. Riconsegnare Priverno all’instabilità politica e al rischio di un ritorno della destra sarebbe un errore imperdonabile”.
Mario Giorgi
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