«Per la terza volta dall’approvazione in aula il sindaco di Latina cambia idea sul progetto della metropolitana leggera di superficie. Anni di annunci, tavoli tecnici, ripensamenti e tira e molla tra enti non sono bastati. Il progetto ora viene ridimensionato, una revisione che comprova l’insostenibilità economica dell’opera, la stessa che Di Giorgi ha valutato e votato nel 2009». A poche ore dall’ultimo incontro in Regione con l’assessore Civita il consigliere del Partito democratico Fabrizio Porcari interviene sulla questione della metro leggera per sottolineare l’atteggiamento incoerente tenuto dal primo cittadino di Latina in merito alla realizzazione dell’opera. «Ancora una volta assistiamo ad un cambio di rotta. Nel 2009, amministrazione guidata da Zaccheo – ricorda Porcari – il sindaco nelle vesti di presidente della commissione Viabilità e da membro della maggioranza quale era vota il progetto. Poi, in campagna elettorale, visto il rischio di contrarre un debito pesante laddove la Regione non avesse garantito i fondi per il contributo chilometrico e visto che il progetto comincia ad essere malvisto in città, Di Giorgi torna sui suoi passi dicendosi non più favorevole alla realizzazione dell’opera. Poi, con la crisi in Comune di fine 2014, pur di avere numeri sufficienti ad andare avanti nell’attività amministrativa scende a compromessi uno dei quali è proprio il progetto della metro». L’ultimo colpo di scena risale a lunedì scorso quando in Regione il sindaco Di Giorgi si è presentato con un progetto ridimensionato, infatti l’amministrazione comunale ha eliminato la linea che avrebbe dovuto collegare il centro con i quartieri Q4 e Q5 e ha mantenuto solo quella che collega Latina Scalo con Latina. Questo a dimostrazione dell’effettiva insostenibilità dell’opera e perché si prevede che i passeggeri dei Cotral provenienti dai Lepini una volta giunti col pullman alla stazione di Latina Scalo prenderebbero la metro per raggiungere il capoluogo. «A parte le difficoltà insite in questo cambio dei mezzi – sostiene Porcari – era tutto già previsto nell’analisi dei passeggeri fatta dall’ex sindaco Zaccheo, che contemplava una media di 8mila passeggeri al giorno, un afflusso quotidiano molto elevato evidentemente difficile da registrare. E se questi 8mila passeggeri non si dovessero registrare toccherebbe al Comune coprire i costi determinati dall’utenza mancante». Altrettanto insostenibili sono, per Porcari, i 2 milioni e 100mila euro annui chiesti alla Regione per coprire l’ammortamento annuale dell’opera: «Una richiesta irrealistica, sarebbe un contributo più alto di quello concesso alla città di Roma» sottolinea il consigliere Pd. «Il nuovo mantra dell’amministrazione sembra essere diventato “L’opera non si farà per colpa della Regione”, perché la richiesta di queste condizioni è insostenibile. Ma la cosa più spiacevole – conclude Porcari – sta nell’aver votato un progetto senza le coperture finanziarie necessarie. Andarsele a cercare oggi, a voto già espresso e a danno fatto, è imbarazzante oltre che intempestivo. L’unica soluzione possibile é quella di uscire da questo progetto capestro una volta per tutte, appellandosi a tutti, e sono tanti, i punti poco chiari del contratto e dell’intero iter».
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