“Affrontare l’emergenza freddo senza mettere a disposizione il gasolio per accendere i riscaldamenti nei centri di accoglienza equivale a far finta di voler risolvere il problema. Nel centro di via Ezio, infatti, c’è gasolio solo per accendere i riscaldamenti per 40 minuti a sera, il resto della nottata, sia i senza tetto che gli operatori, sono costretti a stare al freddo e al gelo. Questo è un modo di operare che evidenzia una mancanza di rispetto verso le persone più bisognose”. Così Alessandro Cozzolino interviene sulla gestione del centro di via Ezio. “Il comune di Latina, ancora una volta, fa interventi solo di facciata – afferma Cozzolino -. Il 30 dicembre il sindaco Di Giorgi annuncia di voler mettere a disposizione delle strutture per integrare il dormitorio comunale e per risolvere il problema dei senza tetto. Ad oggi la situazione di via Ezio è paradossale e imbarazzante. Nella struttura manca il gasolio per accendere i riscaldamenti, nessuno provvede a garantire, come promesso, una bevanda calda durante la mattina e le docce non hanno l’autonomia per garantire un servizio a tutti i senza tetto. Oltre a ciò, durante la notte, c’è solo una persona che deve garantire la sicurezza dello stabile, la sorveglianza sanitaria e la gestione degli ingressi. Praticamente è impossibile gestire in sicurezza più di trenta persone che ogni notte vanno in via Ezio in cerca di un tetto in cui dormire. I servizi di sorveglianza e accoglienza promessi dal sindaco Di Giorgi e dall’assessore alla Protezione Civile, Enrico Tiero, si stanno rivelando un bluff. L’assistenza sanitaria non è possibile farla data la scarsità di personale a disposizione e la sorveglianza è lasciata allo sbando. Con una sola persona presente nel centro (dove circa trenta senza tetto ogni notte vanno a dormire) è praticamente impossibile controllare ogni persona ed evitare episodi spiacevoli. Ogni sera i volontari perquisiscono i senza tetto trovandogli cacciaviti e coltelli. Senza persone specializzate e con un solo volontario è praticamente impossibile gestire la sicurezza. Tutto ciò a discapito del servizio e dell’incolumità degli stessi volontari che potrebbero trovarsi di fronte ad episodi spiacevoli. Vogliamo che le cose si facciamo bene e per il bene dei più bisognosi. Gli interventi di facciata non bastano più a coprire l’incompetenza con la quale vengono portati avanti questi progetti di emergenza”.
Leggi anche
SABAUDIA | Stagione balneare, il gruppo Civica attacca: “Lungomare nel caos e fondi inutilizzati”
APRILIA | La Pascoli brilla a IMUN Middle School, sei Honorable Mention e premio delegazione
LATINA | Progetto 4+2 al San Benedetto Einaudi Mattei, scuola e imprese insieme per il futuro dell’agricoltura

