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Mondoreale > Blog > Attualità > Crisi amministrativa, Priverno non può permettersi un anno di campagna elettorale
Attualità

Crisi amministrativa, Priverno non può permettersi un anno di campagna elettorale

Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2015 15:37
Lidano Lucidi Pubblicato 27 Febbraio 2015
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Allora, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Ammesso che ciò sia davvero possibile in questa intricata vicenda. Quello che è accaduto nel Consiglio comunale di Priverno di mercoledì 25 febbraio è ormai a tutti noto. L’alleanza Partito democratico-Sinistra Ecologia e Libertà, che aveva vinto con percentuali elevate le amministrative del 26 maggio 2013 non esiste più. Nel senso che la massima assise cittadina ha sancito una frattura che, al momento, appare di difficile ricomposizione. Le due anime del Pd – quella che ha vinto il congresso di Circolo il 24 gennaio scorso e la minoranza interna – sembrano, inoltre, lontane mille miglia. Gli aggiustamenti programmatici di fine mandato presentati dal sindaco Angelo Delogu (Sel) sono stati bocciati dal Consiglio comunale per nove voti ad otto. Gli otto favorevoli sono stati lo stesso sindaco Delogu, i quattro consiglieri di Sel (Antonio Ines, Sonia Quattrociocche, Martina D’Atino, Pierluigi Vellucci), il vicesindaco Anna Maria Bilancia, il presidente del Consiglio comunale Roberto Antonini e il neoassessore Enrica Onorati, gli ultimo tre del Pd, ma dissociati dalla linea del partito. I nove contrari sono stati i cinque consiglieri dell’opposizione (Fabio Martellucci, Pierantonio Palluzzi, Roberto Federico e Stefania De Santis di “Priverno Città” e Angelo Galli (“Priverno nel futuro”), unitamente ai quattro consiglieri del Pd (linea segreteria del partito: Elvira Picozza, Paolo Picozza, Mauro Petrole ed Antonietta Bianchi), mentre i due neoassessori esterni (Domenico Stirpe e Riccardo D’Atino) non hanno, come noto, diritto di voto. Non stiamo qui a cercare cause e responsabilità né a riproporre le accuse vicendevoli tra i vari attori in causa, ma di sicuro il 25 febbraio si è scritta una delle pagine più brutte della storia democratica di Priverno. Che, in verità, è il solo attore che esce sconfitto da questa vicenda per la quale non vogliamo cercare ulteriori attributi. Una considerazione dobbiamo, però, farla. I cittadini, gli elettori hanno chiamato Angelo Delogu come sindaco ed i suoi undici consiglieri a governare questa città e i cinque membri dell’opposizione ad esercitare il loro controllo sull’operato della maggioranza. Visto che, ribadiamo, al momento, tutto sembra essere di difficile ricomposizione, ci permettiamo di lanciare un appello. Il sindaco si faccia promotore di una sorta di Giunta di unità cittadina, di salute pubblica o comunque la si voglia chiamare. Diventi protagonista di un momento decisivo della vita della città. Contatti, se vuole, i partiti (di maggioranza e di opposizione) e i singoli consiglieri, proponga alcuni punti fondamentali per rilanciare Priverno e veda quanti si riconoscono nel suo progetto. Perché Priverno, così come è oggi, non può permettersi un anno di commissariamento. Che, poi, si trasformerebbe anche in un anno di campagna elettorale.
Mario Giorgi

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