Nessun affidamento in corso; è una nota del Sindaco di Sermoneta Claudio Damiano a fugare ogni dubbio. Ciò che fa tremare a Sermoneta è la costruzione di meccanismi di allarme fatti ad arte per minare la tranquillità dei cittadini di Sermoneta. Cittadini che, al contrario, hanno nell’attuale amministrazione comunale un interlocutore che tende a gestire qualunque situazione con la massima apertura.
Così come sulla questione dei migranti, nessuna Amministrazione si è preoccupata anzitempo di ragionare con le Istituzioni e con i cittadini sulla possibilità di ospitare extracomunitari salvo trovarsi a dover gestire la situazione a cose fatte; il Comune di Sermoneta ha anticipato i tempi avviando ragionamenti istituzionali e per poter esprimere il proprio dissenso a una situazione di questo tipo.
Relativamente all’eremo di San Francesco, riteniamo necessario fare precisazioni rispetto a quanto di inappropriato è stato espresso sulla stampa.
Intanto l’Eremo di San Francesco, ristrutturato attraverso i fondi del Giubileo per essere un struttura ricettiva con annessa ristorazione, con caratteristiche di ostello e foresteria, nonostante i numerosi bandi ad evidenza pubblica e nonostante un disastroso affidamento avvenuto in epoche precedenti a questa amministrazione, non ha trovato un affidatario.
Si sta provvedendo a un nuovo bando pubblico che utilizzando le normative regionali relative agli ostelli della gioventù possa coinvolgere anche associazioni, enti ed istituti religiosi, cooperative ed Istituzioni.
Sarà un bando anche questo ad evidenza pubblica e speriamo che la pubblicità che gli si sta offrendo questi giorni possa favorire la partecipazione di imprenditori al fine di dare finalmente a Sermoneta una struttura ricettiva di cui ha bisogno.
In questo momento gli unici soggetti che hanno manifestato interesse alla gestione della struttura sono alcune associazioni giovanili, un imprenditore di un comune limitrofo e una associazione di studi culturali internazionali. Essendo quest’ultima la struttura che viene associata al monastero buddista, intendo precisare che essa è collegata all’esperienza di un istituto culturale che gestisce una struttura analoga nel paese di Pomaia, provincia di Pisa, e che rappresenta un luogo destinato alla residenza di ogni cittadino che voglia praticare meditazione, seminari culturali e anche avvicinamento agli insegnamenti orali del buddismo. Questa attività non solo risulta frequentata da cittadini di ogni tipo ma sta avendo notevole successo economico con una ricaduta occupazionale e di indotto forte non solo sul paese, ma anche sul territorio limitrofo. Che, collegate alle attività di questo istituto, hanno sviluppato un numero notevole di bed & breakfast, laboratori di artigianato, ristorazione. D’altro canto è abbastanza noto che il turismo culturale, meditativo e anche quello religioso rappresentano oggi le nuove frontiere del turismo. Ciò detto, il Comune di Sermoneta non sta nascondendo nulla a nessuno: le finalità di utilizzo della struttura sono già contemplate negli obblighi stessi della legge per il finanziamento nazionale ricevuto per il recupero della struttura stessa.
Oltretutto, non si tratta di affidamento diretto in quanto questo, sperando che avverrà, attraverserà la fase del bando pubblico A CUI PUO’ PARTECIPARE CHIUNQUE e verrà assegnato alla proposta più vantaggiosa per il territorio di Sermoneta.
Relativamente ad alcune considerazioni sviluppate dall’architetto Di Falco relativamente al fatto che il Comune dovesse completare a proprie spese i lavori di ristrutturazione dell’eremo per poterlo dare in gestione ad associazioni del territorio, lavori che come da capitolato dell’ufficio tecnico ammontano a circa 700 mila euro, riteniamo che questa poteva essere una proposta fattibile negli anni sessanta, quando i comuni avevano enorme disponibilità economiche. Oggi certamente se disponessimo di una tale cifra, di certo le priorità sarebbero ben diverse: strade, servizi, scuole, sostegno economico alle famiglie in difficoltà.
Al consigliere Antonio Aprile ricordo che i No vanno detti sugli atti concreti e non certamente sulle voci. Se prima di parlare sul brusio di qualcuno o su qualche voce intercettata casualmente, avesse la dimensione di un amministratore comunale attento, prima di scrivere lettere aperte dovrebbe visionare atti e documenti che, ripetiamo, sono disponibili per tutti gli amministratori ma anche per i cittadini, in maniera tale da poter sviluppare ragionamenti più congrui e realistici.
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