C’era una volta lo screening mammografico in provincia di Latina. E’ proprio il caso di dirlo. Visto che le tante donne in attesa di chiamata, tutte tra i 50 e i 69 anni, non ricevono più la lettera di prenotazione ormai da tempo. Pur trattandosi di un servizio indispensabile per la prevenzione e la lotta al tumore al seno. Se non andiamo errati tutto era cominciato nel lontano 2001: esattamente quattordici anni fa. E, sempre se la memoria non ci inganna, il servizio partì da Priverno per poi allargarsi in tutta la provincia. Tutto ha funzionato, e bene – pare giusto sottolinearlo – fino al 2013, quando sembra siano stati effettuati circa 22.000 esami in tutta la provincia pontina. Ma da circa un anno lo screening di fatto è bloccato. Fino ad allora il servizio è stato espletato dai tecnici di laboratorio aziendali. Poi si è deciso che a svolgere lo screening dovesse essere una sorta di task force estranea ai dipendenti. E’ stato così emanato un avviso pubblico, ma la graduatoria non è stata ancora pubblicata. Allora, la domanda che i cittadini, e le donne interessate in particolare, si pongono è estremamente semplice: o si pubblica la graduatoria e si attiva il servizio autonomo, oppure si torna a fare come prima, investendo delle operazioni mammografiche i tecnici ospedalieri. In ogni caso, lo screening mammografico deve ripartire, considerato che è l’unico strumento di prevenzione e che il tasso di tumore al seno in provincia pare aver toccato punte del sei/sette per mille.
Mario Giorgi
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