Tra poche ore il Pd avrà un nuovo segretario e un nuovo gruppo dirigente a condurre l’azione politica del partito azionista di maggioranza nell’amministrazione Delogu. Si tratta di un passaggio importante perché, da qui in avanti, come richiesto dal sindaco, entrambi i partiti in coalizione dovranno, con forte senso di responsabilità e con grande generosità, investire maggiori energie per la buona riuscita del progetto “Priverno Bene Comune”, restando compatti e facendo, ove necessario, anche un passo indietro, per evitare che a prevalere siano i protagonismi e i personalismi. A parlare in questi termini non è una delle diverse “anime” del Pd privernate, ma il capogruppo consiliare di Sel, Martina D’Atino. È da un po’ – afferma l’autorevole esponente di Sinistra Ecologia e Libertà – che il Pd attraversa una fase di reggenza e “nel frattempo è trascorso più di un mese da un passaggio in Giunta molto delicato, in cui due membri in quota Pd si sono espressi difformemente rispetto al resto dei componenti dell’organo esecutivo”. In quell’occasione – precisa D’Atino – la Giunta comunale si era riunita per deliberare in materia di attività estrattive, in particolare “per nominare un legale incaricato di impugnare un atto regionale che ha modificato la normativa nella parte riguardante le pertinenze e l’utilizzo di impianti dismessi a servizio dei nuovi siti, traducendosi sul territorio in un notevole impatto in un’area, tra l’altro, abitata”. Il Comune di Priverno “non è stato minimamente coinvolto nelle decisioni regionali, laddove sarebbe stata necessaria, invece, la convocazione di una conferenza di servizi, in cui l’ente territoriale più prossimo poteva essere informato, in quanto parte interessata, partecipando al procedimento. Pertanto, violato nel suo diritto, il Comune di Priverno ha agito in giudizio perché sul punto sia fatta definitiva chiarezza”. Il tema delle cave – scrive Martina D’Atino – colpisce diverse sensibilità. Se da un lato preme sulla questione dell’occupazione di molti cittadini, dall’altro comporta la costante e visibile materiale corrosione del nostro territorio, con connessi rischi per l’ambiente e per la salute delle persone. Allora con massima serietà si pretende il rispetto delle regole e il controllo del corretto operato degli attori economici interessati in questa attività, come base fondamentale e imprescindibile, comune a ogni membro della maggioranza. Sottolineata la spaccatura in Giunta sulla vicenda, il capogruppo consiliare di Sel lancia un appello “alla generosità e alla responsabilità del partito nostro alleato, richiedendo il massimo impegno e la massima unione sui temi cruciali con i quali siglare un patto con la città, che deve risvegliarsi da dieci anni di malgoverno. Molto abbiamo fatto e moltissimo resta ancora da fare, ma non possiamo permetterci di sbagliare, di tradire le migliaia di persone che appena un anno e mezzo fa ci hanno consegnato la guida della città con un consenso eccezionale. È sul programma elettorale, infatti, e le sue evoluzioni tenuto conto del periodo di amministrazione, che dobbiamo focalizzare con più determinazione l’agire politico e amministrativo: i suoi punti fondanti non possono che essere discussi e concordati. Se poi il sindaco, che è garante della nostra unità, ci chiede di rivedere anche la squadra di governo per dare più forza e sostanza all’azione di governo, il mio gruppo è a disposizione. Perché c’è qualcosa di più grande delle nostre pur legittime aspirazioni politiche e personali: il bene della città per il quale abbiamo sempre lavorato e continueremo a lavorare”. Se non è una scomunica dei due assessori Pd dissidenti poco ci manca. In ogni caso, sembra comunque un invito ai nuovi dirigenti del Pd a valutare l’eventualità di procedere a qualche avvicendamento nella squadra di governo.
Mario Giorgi
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