C’è stato un passato non molto lontano in cui Fossanova, (il Borgo, l’Abbazia e tutto il resto) è stata al centro della nostra riflessione e della nostra iniziativa, quando siamo stati forza di governo o anche forza di opposizione. Siamo stati protagonisti di una bella stagione, quella delle realizzazioni (Museo, Albergo ed altro), e anche quando dall’opposizione potevamo contare solo sulla sponda del Governo regionale ci siamo sempre sforzati di proporre fatti concreti, sempre innamorati di quello splendido gioiello e sempre convinti che quello poteva essere un pezzo importante di un progetto di crescita e di sviluppo del nostro territorio. Ad esprimersi, in questo senso, è Federico D’Arcangeli, ex segretario del Circolo di Priverno di Sinistra Ecologia e Libertà. Fossanova Grande Attrattore Culturale, la Legge che la Regione Lazio vara nel 2006, era la cornice di questo progetto possibile: fare di Fossanova il Polo di Attrazione e la Porta di Ingresso ad un intero territorio ricco di emergenze storiche, ambientali e paesaggistiche, per una massa di visitatori potenziali, da Roma o dal litorale, continua l’ex segretario di Sel. In questa cornice – è sempre D’Arcangeli a parlare – abbiamo cercato di inserire proposte originali: un Laboratorio di Restauro, un Centro di Ricerca su nuovi Materiali o anche immaginare una nuova vita per strutture antiche, come l’Infermeria, utilizzata al 10% per mancanza di servizi, o anche l’Albergo, praticamente inutilizzato del tutto. Dopo l’analisi del passato, d’Arcangeli passa alle domande sul presente, cui qualcuno dovrà pur rispondere: “A che punto è oggi la nostra ricerca su Fossanova, oggi che siamo tornati forza di Governo e abbiamo la straordinaria opportunità di una lunga filiera di Governo? Apprezzabile il prolungamento di qualche giorno della Festa Medievale o la celebrazione annuale della Bandiera Arancione, ma possiamo limitarci a questa liturgia? Possiamo accontentarci di far vivere il Borgo qualche giorno in più e non pensare invece a progetti che abbiano lungo respiro e grande ambizione, pari almeno al pregio e al valore del bene che abbiamo il privilegio di custodire?”. Poi, la chiusa polemica: “E ancora una volta, a proposito di partecipazione democratica, dove, come, quando, chi pensa, elabora, propone?”. A chi di dovere l’ardua risposta.
Mario Giorgi


