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Lettura: Latina, un altro riconoscimento per “Settant’anni senza lavoro” il saggio di Andrea Giansanti, secondo classificato al Premio Internazionale Nabokov
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Mondoreale > Blog > Cultura & Eventi > Latina, un altro riconoscimento per “Settant’anni senza lavoro” il saggio di Andrea Giansanti, secondo classificato al Premio Internazionale Nabokov
Cultura & Eventi

Latina, un altro riconoscimento per “Settant’anni senza lavoro” il saggio di Andrea Giansanti, secondo classificato al Premio Internazionale Nabokov

Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2015 16:08
Simone Di Giulio Pubblicato 26 Gennaio 2015
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Si allunga l’elenco di riconoscimenti attribuiti a “Settant’anni senza lavoro”, il saggio sulla storia della disoccupazione in Italia dal secondo dopoguerra al Jobs Act, scritto da Andrea Giansanti per i tipi di Lampi di Stampa. Il libro è salito sul podio del Premio Internazionale Nabokov per la Saggistica, classificandosi al secondo posto, superato soltanto da “Le rivolte gattopardiane” di William Bavone (Anteo Edizioni), opera che tratta un tema di stretta attualità, occupandosi delle contraddizioni pericolose e gravi del mondo arabo mediterraneo, diviso in mille rivoli e interessi di Paesi attraversati da conflitti figli dello stesso problema: il lungo predominio sul petrolio, nello scacchiere che vede Usa e Russia in costante controllo, tra Stati emergenti e nuovi modello di consumo e sviluppo. Il saggio di Andrea Giansanti, inserito nel novero dei sette finalisti, ha ottenuto la piazza d’onore precedendo Valentina Polcini con il suo “Oltre la fantascienza. Paradigmi e intertestualità nella narrativa di J. G. Ballard” (Aracne Editrice), analisi sull’innovatore del romanzo di fantascienza che focalizzò la sua attenzione sull’universo interiore dell’uomo. Esplicativa la motivazione con cui Giansanti si è classificato al secondo posto: “Una lunga e ben preparata ricostruzione delle problematiche legate al lavoro in Italia dal dopoguerra e fino ad oggi. Nel saggio sono ben evidenziati i problemi e le diverse storture che provocano altre questioni di difficile soluzione. L’autore cerca soluzioni affrontando il Jobs Act e la flessibilità, evidenziando soluzioni e possibili via d’uscita”. Il Premio Letterario Internazionale Nabokov è nato nel 2006, spinto dall’esigenza di promuovere la letteratura edita, puntando sulla qualità e l’originalità delle opere attraverso una rete di iniziative culturali come festival e riviste letterarie. Oggi il Premio è divenuto il riferimento nazionale per tutti gli autori e le case editrici, aprendo una nuova sezione anche per la narrativa e saggistica inedita. La kermesse, inserita nell’ambito di Incipit Festival Letterario, ha avuto luogo nella cornice prestigiosa del Teatro Comunale di Novoli, inaugurato nel 1891 e primo esempio nel Salento di edificio ad emiciclo con ordini di due palchi in legno. Il Festival si è sviluppato in due giornate: nel corso della prima, gli autori finalisti hanno illustrato le proprie opere intervistati dal giornalista Andrea Giannasi, mentre il giorno successivo sono stati proclamati i vincitori alla presenza del giornalista Pino Scaccia, inviato di punta del Tg1. Per la Rai, Scaccia ha seguito i più importanti eventi degli ultimi trent’anni: dalla prima guerra del Golfo al conflitto serbo-croato, dalla disgregazione dell’ex Unione Sovietica fino alla crisi in Afghanistan, oltre al difficile dopoguerra in Iraq. Insignito dei principali riconoscimenti in ambito giornalistico, ha vinto, fra gli altri, il Premio Ilaria Alpi, il Premio Cronista dell’anno e il Premio Borsellino: in occasione del Premio Nabokov gli è stato assegnato il Premio Fraternità per la sua attività giornalistica come inviato di guerra. «Ancora una soddisfazione, dopo essere rientrato tra i finalisti del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Un riconoscimento – commenta Giansanti – al lavoro di ricerca svolto e alla passione che ho messo e che quotidianamente continuo a dedicare alle questioni dell’occupazione, cercando di sviscerarne ogni aspetto, per trovare risposte al problema che ritengo essere più emergenziale e critico per il nostro Paese in questa fase storica: la mancanza di lavoro».

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