Da Sezze a Gualdo Cattaneo e Spello passando per Roccagorga, Cori e Bassiano. Eccolo, il cammino dei primi quindici anni di attività della Cooperativa Utopia 2000onlus. A questo cammino Massimiliano Porcelli, storico presidente della stessa Cooperativa, ha dedicato il libro “La mia utopia” (Nuove Edizioni Aldine). Da ricordare che a Sezze Utopia2000 ha ancora la sua sede legale, mentre a Cori gestisce l’asilo comunale “Il Bruco Verde” e a Bassiano opera con il Gruppo appartamento per minori ospitato nell’ex Ostello della Gioventù e la gestione del Parco “Achille Salvagni”, al cui interno è stata realizzata la Locanda dell’Utopia, uno dei primi locali “etici” sorti in Italia. Invece a Gualdo Cattaneo e a Spello, in provincia di Perugia, a dicembre dell’anno passato ha aperto due nuove strutture: la Comunità educativa per minori e la Comunità per bambini con genitori. Quella di Porcelli è una cronaca romanzata. «Ci sono vite da romanzo e romanzi – ha scritto il poeta Antonio Veneziani nell’introduzione – che si trasformano in vita. Del resto, la storia è il romanzo di quello che è stato, il romanzo invece è la storia che avrebbe potuto essere, e l’avventura di Massimiliano Porcelli e di tutto il gruppo storico di “Utopia 2000”, lo dimostrano. Una vita da romanzo è quella che incontra e si scontra con più generazioni e con più situazioni (belle, spiacevoli, brutte). Una vita da romanzo è quella che vive avventure eccezionali ma anche avventure orrende, insomma è la vita di Massimiliano e del suo gruppo e della sua utopia, all’inizio condivisa da pochi e temuta da molti; ora condivisa da parecchi e sempre temuta da molti, da parecchi avvicinata e da tantissimi tenuta a distanza. Come ha potuto un bravo cestista, amante di musica cantautoriale e di buon cibo, studioso ma non troppo, che vive in un paesino dei Monti lepini – ha continuato Veneziani – capitare nel bel mezzo di un romanzo così complesso, che diventerà un incontro-scontro con istituzioni, con persone amiche, con altre finto-amiche, e persino con nemici? Come è entrato in una vorticosa vita che si imbatte e “condivide” altre vite, spesso più disagiate? Semplicemente per curiosità e per battito di cuore. Semplicemente per voglia di fare e rendersi utile. Semplicemente per desiderio di andare oltre e provare a sperimentare la ”solidarietà”, senza moralismi e senza pietismi». Il presidente di Utopia 2000 più che le vittorie, mette in evidenza le tante sconfitte. Nonostante ciò non ha nessuna intenzione di cambiare per vincere la sfida, insiste nel percorrere la strada vecchia perché il suo futuro e quello dei colleghi della Cooperativa stanno nel passato. Consiglia soltanto di continuare a «viaggiare» uniti perché «se si fa lo stesso sogno insieme alla fine il sogno si avvera».
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