Federico D’Arcangeli continua la sua denuncia sullo stato di abbandono di alcuni degli elementi che, invece, dovrebbero essere gli assi portanti del rilancio turistico della città di Priverno. Questa volta l’obiettivo della sua macchina fotografica si è fermato sull’Area archeologica di Mezzagosto, dove era ubicata la Privernum Romana. Questo è lo stato degli scavi a Mezzagosto in questi giorni, diciotto mesi dopo la “liberazione” dal contenzioso con la ditta Valentino e dopo i ripetuti annunci da parte dell’assessore alla Cultura della “prossima riconsegna dell’Area alla fruizione dei cittadini”., afferma a commento della sua istantanea. E’ possibile capire – si chiede poi D’Arcangeli – perché i lavori non siano ancora ripresi e perché non si sia ancora riusciti nemmeno a rimettere in funzione le pompe sommerse. Ma l’ex segretario sezionale di Sel non si ferma qui. E lancia a chi di dovere un’altra raffica di domande: “Si può sapere se abbiamo imparato qualcosa dalla lezione del passato o se per caso si rischia di riprodurre le stesse condizioni che hanno portato a quella paralisi? Chi decide cosa? Chi controlla chi? Si può sperare in una operazione di assoluta trasparenza pensando anche che i miliardi di lire già spesi, i milioni di euro che si spenderanno su quello che è un patrimonio collettivo è cosa di cui l’opinione pubblica deve essere informata?”. D’Arcangeli, come tanti privernati, attendono ora una risposta ai tanti interrogativi posti.
Mario Giorgi
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