A Sezze molte famiglie, pur non praticando l’agricoltura come professione, si ritrovano sul groppone un possedimento terriero su cui l’Imu farà cadere una mazzata. Il rinvio ha solo rimandato la scadenza, alla prima data utile per far trascorrere i sessanta giorni previsti dalla legge per l’applicazione. Il decreto era stato firmato il 28 novembre, a scorrere la scadenza è fissata al 26 gennaio. Nel merito del decreto proroga firmato dal Consiglio dei Ministri sull’Imu per i terreni agricoli e l’effetto su Sezze, interviene il presidente locale della Coldiretti Del Duca: “Tutti i terreni agricoli posseduti dai coltivatori diretti e Iap (imprenditori agricoli professionali) regolarmente iscritti nella gestione previdenziale Inps, sono esentati. L’Istat ha riconfermato l’intero territorio comunale di Sezze tra le zone svantaggiate, perché ricade nella fascia di “Altitudine del centro” compresa tra 281 e 600 metri”. C’è un però che viene sottolineato da Del Duca: “Esistono nel nostro Comune diverse situazioni in cui i proprietari non sono iscritti alla gestione previdenziale Inps, come i pensionati coltivatori diretti, che dovranno mettere mano ad alcune rate della loro già misera pensione per pagare l’Imu ai terreni di cui sono proprietari, ma che, stante la crisi nessuno vuole, né in affitto né in vendita. Non sono però solo i pensionati gli unici a soffrire di tale condizione ma anche le comunioni familiari, che nel nostro territorio sono veramente numerose, ex famiglie coltivatrici, in cui a coltivare la terra è rimasto solo un soggetto coltivatore diretto o Iap”. Ciò premesso, la previsione di Del Duca non è per nulla rosea: “La crisi ha causato un crollo verticale della domanda dei terreni agricoli e con l’Imu, sono diventati un fardello insopportabile di tasse. Difatti, nel Comune di Sezze, qualora permanesse l’attuale aliquota Imu del 10,60 per mille (come nelle case), si può arrivare a pagare di sola Imu (secondo la classificazione prevalente di “orto irriguo”) quasi 700 euro per ettaro, vale a dire molto di più di quanto si ricava coi normali canoni di affitto. Ma non è la sola Imu a gravare sui terreni, ci sono l’irpef e i contributi di bonifica, in totale oltre 1000 euro di tasse per ettaro che, in nessun modo è possibile recuperare con la coltivazione. Occorre pensare a degli sgravi.”.
Sezze, con le attuali aliquote, Imu sui terreni fino a 700 euro per ettaro


