“Sanità, non abbiamo vinto nulla, purtroppo”. Federico D’Arcangeli che, sulla questione sanità a Priverno, è stato sempre in prima linea. Con i suoi interventi, le sue battaglie politiche e le sue manifestazioni, interviene, diciamo a mente fredda, sulla situazione sanitaria nel centro collinare lepino, facendo di fatto una sintesi delle tante voci polemiche che, sulla faccenda, sono state sollevate, dopo l’approvazione dell’Atto aziendale. E ce n’ha per tutti dalla politica ai partiti, dal Consiglio comunale all’amministrazione che governa la città fino al sindaco. Peraltro, mai citato direttamente. Intanto, incomincia D’Arcangeli, “abbiamo perso la capacità di parlare alle persone, di coinvolgerle e anche di mobilitarle, come abbiamo fatto in passato, intorno ad un tema così importante come la difesa del diritto alla Salute. Un anno e mezzo di sostanziale silenzio, un Consiglio comunale semiclandestino e poi una solitaria approvazione di un Atto aziendale, salutato a caldo come un successo. Spero davvero che un giudizio più meditato porti a considerazioni più realistiche e sopratutto non faccia abbassare la guardia di una mobilitazione che deve assolutamente riprendere con urgenza se davvero vogliamo non solo tenere aperta qualche prospettiva futura per la nostra Sanità, ma vogliamo intanto migliorare le condizioni attuali delle nostre povere strutture”. Secondo D’Arcangeli, il Piano della Asl non porta molto a Priverno, anzi. Perché “non si può certo pensare che è con un tratto di penna del Direttore Generale che cambi il destino di Madonna delle Grazie”. Il piano delle Case della Salute è stato stabilito con un decreto dal Commissario Zingaretti più di un anno fa, e Priverno non c’era. Che cambi la denominazione “della CdS di Sezze e si aggiunga Priverno trattino Monti Lepini (in assenza di una modifica a quel decreto della Regione), vuol dire che una volta terminati i lavori a Madonna delle Grazie (nella foto), quella struttura sarà inserita “funzionalmente” all’interno di quella Casa della Salute che certamente riguarderà tutti i Monti Lepini”. E anche su quei lavori, in realtà non c’è nessuna novità: “perché i 2.800.000 euro di cui si parla sono quel che resta dello stanziamento iniziale, e perché le opere previste per Madonna delle Grazie e per l’Ospedaletto sono solo una necessaria messa a norma antisismica e impiantistica programmata su tutte le strutture dell’Azienda”. Anzi, aggiunge pesantemente l’ex segretario sezionale di Sel – “se vogliamo dirla tutta, l’intervento iniziale su Madonna delle Grazie aveva portato all’acquisto di una Tac e di una Risonanza, apparecchi modesti ma più che utili; temo siano scomparsi dal nostro orizzonte. Questo è tutto, almeno credo. Cosa facciamo nel frattempo, aspettiamo gli eventi, in una Regione che, nonostante il buon lavoro di Zingaretti rimane con un debito sanitario stratosferico e non avrà risorse aggiuntive da distribuire in giro, o ci attrezziamo con un minimo di movimento che punti per ora almeno a rendere più efficienti ed efficaci le poche cose che ci sono rimaste?”. Domande che aspettano risposte concrete da parte di chi di dovere.
Mario Giorgi


