Dopo che è saltato, per la seconda volta, all’ultimo momento l’incontro con l’assessore della regione Lazio alle Politiche del territorio, Mobilità, Rifiuti, Michele Civita, con Enrico Forte (consigliere regionale altro esponente del pd) per i vari comitati locali non è rimasto altro che incontrarsi comunque per fare il punto della situazione.
I comitati sia del comune di Aprilia che di Latina, Cisterna, Nettuno, Velletri, Pontinia, dei vari borghi, dei Lepini da anni si sono strutturati, organizzati per difendere il territorio dai vari progetti incompatibili, oltre che superflui e quindi ancora più pericolosi per l’agricoltura di qualità, l’economia, l’ambiente e la salute.
Le mancate risposte, spesso anche i documenti negati e nascosti degli impianti soggetti alla Direttiva Seveso perchè a rischio di incidente rilevante, la mancata tutela, informazione sulla salute pubblica, sulla prevenzione hanno portato a temuti incidenti (come le vittime dentro la Kyklos), a mancati incidenti o avvelenamenti del territorio, delle falde, emissioni moleste e dannose.
Non è un caso che le normative regionali del Lazio siano, per esempio, le più permissive in Italia per le centrali a biogas per le quali, guarda caso legambiente è in società con le centrali riconosciute inquinanti dall’Arpa Lazio e che un esponente di legambiente sia in maggioranza con Zingaretti.
Così come non è un caso che nella regione Lazio manchino o siano scaduti e non attuali il piano dei rifiuti ed energetico.
Le censure e le sanzioni della comunità europea riguardano le discariche come gli impianti Tmb nel Lazio.
Allo stesso modo gli arresti, i sequestri dei quattro maggiori gruppi della gestione dei rifiuti in Italia hanno sempre interessato la gestione dei rifiuti o le società che lavorano e operano nel Lazio e in provincia di Latina.
Inchieste che spesso hanno portato ad arresti, iscrizione nel registro degli indagati o persone informati nei fatti ex presidenti, assessori, consiglieri e funzionari della Regione Lazio che avrebbero favorito, secondo l’accusa, sistemi malavitosi nella gestione dei rifiuti.
I comitati locali, nonostante le notizie che arrivano dai “palazzi della politica” romani siano sempre più gravi vogliono dare fiducia e l’occasione alla Regione Lazio di voltare pagina, annullando, oltre alla gare di appalto sospetti, anche tutte le autorizzazioni sospette in materia di rifiuti.
Questo, qualora la giunta Zingaretti decidesse di attuarlo, sarebbe un segnale importante per restituire fiducia verso le istituzioni.
E’ importante che la richiesta di incontro con i comitati sia arrivata proprio dall’assessorato.
Per questo i comitati attendono con fiducia una nuova convocazione per cercare insieme quella che è l’unica soluzione allo stato caotico nei rifiuti e nell’energia:
– raggiungere la differenziata almeno al 65% in tutta la regione entro il giugno 2015;
– sospensione di tutti i progetti diversi dalla differenziata;
– sospensione di tutti i progetti in materia di energia considerato la potenzialità della regione Lazio doppia rispetto ai consumi con una normativa che tuteli il territorio e non i produttori / speculatori, fino all’approvazione del nuovo piano energetico.
Il primo incontro era saltato perchè lo stesso Assessore era stato convocato dalla Procura di Latina come persona informata sui fatti che hanno portato agli arresti nel gruppo Indeco e Green Holding e ad alcune autorizzazioni rilasciate alle società che gestisce parte della discarica di Borgo Montello.
Un anno fa anche l’appuntamento con l’osservatorio regionale per la legalità era stato rinviato più volte fino all’appuntamento del 20 gennaio a Borgo Bainsizza (http://pontiniaecologia.blogspot.it/2014/01/discarica-di-borgo-montello-tornano-i.html). L’incontro con l’osservatorio della legalità, purtroppo, non ha avuto alcun effetto positivo. Gli esponenti di tale osservatorio non hanno più dato notizia nè attuazione delle emergenze dei territori che, contrariamente agli impegni assunti, hanno portati a fatti di cronaca, indagini ancora peggiori di quelli rappresentati.
C’è bisogno della presenza reale delle istituzioni e non di passerelle come alla fine si è rivelata quella del 20 gennaio a Borgo Bainsizza.
Giorgio Libralato
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