Chiedersi, in periodo storico come questo, quale potrebbe essere il significato ma soprattutto il valore dei comuni sotto i 5000 abitanti, è pensiero importante, cosa rara. A maggior ragione poi se i comuni in questione vivono la particolare condizione territoriale, non sempre agile, di essere anche comuni di montagna.
E in un’epoca di difficoltà economica sin qui affrontata a suon di tagli e leggi di stabilità, concentrarsi su queste piccole realtà apparentemente isolate e distanti è forse ancor più rilevante.
Ed è proprio sull’attenzione nei confronti delle piccole municipalità che il Comune di Bassiano si è concentrato per organizzare all’inizio dell’anno 2015 un incontro dal titolo
“Quale futuro per i piccoli comuni montani?”
inserito all’interno della serie di appuntamenti “Incontri – Il modo migliore per affrontare il mondo è conoscerlo” nell’ambito delle iniziative del 5^ anniversario della morte di Aldo Manuzio umanista e insigne tipografo.
A parlare della situazione dei piccoli comuni, saranno chiamati oltre che i rappresenti delle istituzioni regionali e provinciali ed i sindaci dei Comuni Montani, anche i rappresenti del Parlamento Italiano della Provincia di Latina.
Obiettivo e proporre una serie di iniziative dedicate ad Ambiente, territorio e lavori pubblici e sottoporre una proposta di legge da co-firmare :
“Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore ai 5 mila abitanti e dei territori montani e rurali”.
“La volontà è quella di fornire delle chiavi di lettura a chi non vive in zone montane o rurale, e delle risposte a chi invece le considera un impaccio o addirittura uno spreco. Stiamo lavorando per negoziare alcune iniziative per il periodo 2014/2020 riguardo l’attenzione alle aree montane e rurali affinché si possa valorizzarne la competitività, l’innovazione, la gestione di aria, acqua e clima, accessibilità e i trasporti. L’importante è capire e far capire che queste zone possono fare ‘rete’ e soprattutto creare occupazione”. Va anche sottolineato che il piano di Coesione 2014-2020 del Lazio non tiene debitamente in conto l’area dei Lepini.
Una proposta di legge, che vuole porre l’accento proprio sul valore aggiunto che i piccoli comuni montani possono offrire, a scapito dei grandi accentramenti urbani, ma che non permette grandi illusioni: “Sappiamo benissimo che difficilmente questa legge arriverà fino in fondo al suo percorso, ma la necessità è quella di intavolare un dialogo, aprire un dibattito. Non vogliamo avere una ‘norma-manifesto’, ma spingere nella direzione di un vero associazionismo intercomunale che permetta di programmare politiche di sviluppo dei piccoli comuni”.
Un discorso di riorganizzazione che, a ben vedere, è anche avvalorato dai numeri che vedono i comuni sotto i 5000 abitanti coprire ben il 54% del territorio nazionale,quasi 5700 comuni su 8094 italiani.
Numeri importanti: “I piccoli comuni danno ricchezza a tutto il Paese e sono territori che hanno grandissime potenzialità, anche commerciali, che potrebbero essere utilizzate davvero al meglio”.
Il rischio, è quello concreto della scomparsa totale, dell’abbandono: “La scomparsa dei piccoli comuni è un rischio reale, ed è giusto aprire come si è fatto con questa proposta di legge un dibattito sulla questione,cosa che sta avvenendo anche in Svizzera, dove si parla da tempo di accorpamento. Avere dei comuni abitati è una ricchezza per tutto il Paese”.
“Il federalismo è diventato un ‘indietro tutta’, e il Governo sta portando una serie di comuni all’eutanasia. La proposta di riforma degli Enti Locali va nella direzione dell’istituzione di una ‘Comunità di Comuni e/o Unione di Comuni’ che mantenga i nostri 12 comuni e li veda collaborare.
La proposta di legge è uno stimolo anche per la nostra legislazione e per i rapporti scuola-montagna, sanità-montagna, forestazione-montagna”.
Un futuro che non si profila semplice ma che vuole andare nella direzione del recupero, fattivo, delle piccole realtà, a partire dai Lepini stessi:
“Il nostro percorso federalistico è ancora lungo e prevede molto lavoro, però, come questa proposta di legge, nell’incontro proposto, ben definisce, l’obiettivo che bisogna cercare di evitare che l’Europa sia solo l’Europa delle grandi città”.
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