A proposito dell’Atto di indirizzo che la Regione Lazio sta predisponendo sulla programmazione della rete scolastica. Anno scolastico 2015/2016, intendiamo dire con fermezza la posizione del Comune di Bassiano. Intendiamo appellarci al Presidente Zingaretti facendogli presente che.
Denunciamo con forza l’atto “barbaro” prodotto dal Presidente della Provincia che con moto proprio ha inteso non ascoltare la proposta deliberata dal Comune di Bassiano, tesa alla salvaguardia della presenza della scuola dell’obbligo storica (1850) a Bassiano. Atto che di fatto sta mettendo fine ad una presenza importante istruttivamente e culturalmente su un territorio marginale della provincia, quella di montagna.
-la maggior parte dei comuni italiani è classificata montana, il 52% degli 8.101 comuni; tra questi, 655 sono parzialmente montani e i rimanenti 3.546 totalmente montani. Se poi si considera la conformazione geografica risulta che l’Italia è costituita da montagna e collina per il 74% del territorio nazionale (fonte: Censimento ISTAT 2001), conferendole la caratteristica di secondo Stato montano in Europa, dopo la Svizzera che è totalmente montana.
E’ necessario affermare, come più volte enunciato dalla Corte Costituzionale, che la montagna non è se semplicemente altimetria.
«La scuola in montagna rappresenta un baluardo per la cultura del luogo, un sostegno alla rete di relazioni, un appoggio insostituibile per la micro economia, la ragione di permanenza in zona disgraziate di molte famiglie che altrimenti sarebbero costrette a trasferirsi altrove abbandonando la montagna. La nostra montagna non può permettersi altre fughe di cervelli, di braccia, di vita. Dei 4.395 comuni disagiati che ci saranno in Italia nel 2016, secondo lo studio di Confcommercio-Legambiente, ben 1.650 sono destinati a diventare vere e proprie “ghost-town”. Città fantasma, cioè a rischio di estinzione, vista la difficoltà a raggiungere la soglia minima di sopravvivenza nelle diverse categorie demografiche, sociali, economiche e di servizi».
«In queste ghost-town si registrano numerosi dati negativi: vi lavora il 2,1% degli addetti commerciali, si registrano il doppio delle pensioni di invalidità rispetto alla media nazionale, è sporadica l’opportunità turistica. Vi è infine carenza di presidi sanitari, ma anche del sistema scolastico, sia in termini di studenti che di scuole. Il Lazio esce in maniera positiva dal rapporto, ma il rischio è alto per la montagna e questo la città non può permetterselo».
« L’eventuale programmazione 2015-2016 non può diventare un tipico esempio di macelleria sociale poiché colpisce in primo luogo i bambini. I tagli alla scuola, infatti, colpiranno in modo particolare le scuole elementari e materne dei piccoli comuni e le conseguenze saranno catasdtrofiche. Nelle zone di montagna e negli altri comuni del nostro territorio, quando non ci sarà più la scuola elementare, i bambini saranno costretti ad alzarsi molto presto la mattina ed andare a scuola a molti chilometri di distanza con il bus o accompagnati in auto da genitori. Se consideriamo che il Governo ha ulteriormente ridotto i fondi a disposizione dei comuni, il costo dei bus dovranno accollarselo i genitori insieme agli aumenti dei costi del materiale scolastico che già colpiscono tutte le famiglie».
In Italia i comuni sotto i 5000 abitanti rappresentano il 72% dei comuni italiani e sono quelli che rischiano di chiudere per effetto dei tagli dell’organico già previsti dallo scorso Governo. Ciò che chiediamo come Comune di Bassiano al Presidente Zingaretti, di avere un scatto d’orgoglio, contrariamente a quello del giovane Presidente Della Penna della Provincia di Latina che si è lasciata condurre su una st6rada poco amministrativa, ma che si prenda atto che per queste realtà vengano applicati specifici criteri di calcolo del rapporto alunni per classe e degli organici del personale che tengano conto delle situazioni territoriali, poiché il tutto avrebbe come conseguenza un disagio sociale e culturale con conseguenze gravi anche sulla qualità dell´insegnamento.
Dicono (come riferito in commissione regionale Lazio con voto dei dipendenti regionali, di una parte delle OOSSW e non si sa chi altro) che l’atto con cui si dovrebbe arrivare alla CHIUSURA DELLA SCUOLA MEDIA ED ELEMENTARE DI BASSIANO sono le pluriclassi laboratori di innovazione didattica: a quali condizioni ?
In montagna da anni si lavora in pluriclasse. Tale modalità didattica presenta vantaggi e svantaggi ed esistono per essa diverse correnti di pensiero, ma solitamente viene data un’accezione negativa. Noi riteniamo che l’alternativa non possa essere difendere comunque l’esistente o chiudere la scuola; inoltre è noto come le pluriclassi, a determinate condizioni,possano essere considerate un “laboratorio didattico”. Un ambiente che può favorire l’apprendimento cooperativo, l’autonomia, la responsabilità, l’iniziativa, doti di cui c’è un gran bisogno per affrontare le complesse sfide cognitive e sociali del presente e del futuro.
Partiamo dal presupposto che la classe di per sé è già una pluriclasse considerati i diversi livelli di apprendimento degli alunni. Inoltre visto l’innalzamento dei limiti numerici nella formazione delle classi, che può arrivare nella primaria fino a 29 bambini, dobbiamo interrogarci circa l’efficacia dell’azione educativa e sulla costruzione di conoscenza: è preferibile una classe numerosa in città o una pluriclasse in zona montana con il giusto rapporto alunni/insegnanti (interrogativo che preferiremmo non porci, ma che le condizioni date ci obbligano a formulare e a trovare risposta)?
La scuola di montagna, grazie al fatto che da anni si trova a sperimentare le pluriclassi, è in questo momento un’esperienza avanzata e un laboratorio di esperienze e buone pratiche per tutte le scuole d’Italia, anche guardandola da questo punto di vista. Non vanno trascurate le interessanti esperienze innovative già in atto nelle scuole di montagna o delle piccole isole, dove, grazie agli strumenti tecnologici, si possono costituire anche “classi a distanza” per superare l’isolamento e la scarsa socializzazione.
L’introduzione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) nella didattica, riveste importanza strategica per tentare di superare l’isolamento ed offre grandi potenzialità per il miglioramento qualitativo del processo didattico e di apprendimento dello studente. Come già evidenziato, spesso le proposte specifiche per la scuola montane e per la pluriclasse rivestono, per loro natura, ruolo di proposta utile in generale per tutto il mondo della scuola.
A Bassiano la scuola è centro di promozione culturale, ma non può né affrontare né risolvere tutto, e soprattutto non può presentarsi isolata, perché non ha la forza per realizzare neppure i propri progetti, se rimane da sola.
Per difendere e valorizzare le scuole di montagna, è strategico che le Regioni, d’intesa con le Province e i Comuni, mantengano e potenzino nel Piano di dimensionamento della rete scolastica, le scuole delle zone montane, individuando i bisogni formativi delle comunità che vi risiedono, ricercando di volta in volta le molteplici soluzioni più opportune, tenendo fermo che la scuola debba restare presidio sul territorio e che sia di qualità nell’apprendimento.
Per contrastare l’isolamento reale o percepito dalle comunità locali stiamo prevedendo, iniziative sul territorio che includa anche l’extra scuola, come stiamo già attuando, da realizzare di concerto con le associazioni e la società civile.
Ecco alcune proposte per permettere alla scuola di montagna di Bassiano di essere “presidi educativi di eccellenza”
1. E’ necessario abbassare il parametro di costituzione della pluriclasse, che al momento è fissato in un massimo 18 alunni, per evitare la creazione di pluriclassi comprendenti un numero eccessivo di gruppi di alunni di età diverse, anche non contigue
2. E’ importante investire nella formazione degli insegnanti che lavorano nelle pluriclassi, al fine di garantire un insegnamento di qualità e condizioni adeguate per l’innovazione didattica
3. Occorre garantire la “continuità” pluriennale degli insegnanti nelle scuole di montagna, legando la concessione di punteggi aggiuntivi ad una effettiva continuità di servizio, secondo criteri da concordare tra le parte sociali
4. Occorre impegnare le Regioni, come già avviene in alcune parti di Italia, a sostenere progetti innovativi volti a superare le “sofferenze” di organico (docente e personale ATA) nelle piccole scuole nell’ottica di sostenere, potenziare e valorizzare questi presidi educativi, strettamente legati al loro territorio
5. L’istituzione di un gruppo di lavoro inter-istituzionale per “La scuola di montagna e la montanità” (da individuare la tipologia di bacino: comprensoriale, provinciale,regionale), è considerato opportuno strumento per la programmazione educativa sul territorio.
Leggi anche
LATINA | Litorale, al via la manutenzione di passerelle, camminamenti e docce: interventi completati entro metà maggio
APRILIA | Rifiuti e degrado urbano: Progetto Ambiente attiva un nuovo servizio di segnalazione su Whatsapp
CORI | Sabrina Pistilli eletta all’unanimità presidente del Consiglio comunale


