Ci sono persone che nell’immaginario collettivo, specialmente nelle realtà di piccoli paesi, nel corso della loro vita diventano subito dei personaggi. E alla loro morte quindi, il lutto di cari e famigliari diventa una sorta di lutto cittadino. E’ quanto accaduto a Sezze per la morte di Antonio “Cicione” Montanari, classe 1948, un omone dalla stazza tanto imponente quanto la spiccata simpatia innata che lo contraddistingueva. Dalla sua stazza mista alla sua bontà il soprannome Cicione con cui tutti lo conoscevano. A Sezze lo conoscevano praticamente tutti ma era la generazione legata alla storica squadra di calcio, alla Vis ad averne meglio impressi i trascorsi. Padre di famiglia, due figli Nerio ed Emanuele, operaio Enel in pensione e storico interprete del sommo sacerdote Kaifa durante la processione del Venerdì Santo, per tanti anni ha difeso la porta del Sezze. Abbandonata l’attività agonistica è rimasto legato al mondo dello sport nelle vesti di arbitro di calcio a 5 e ha trasmesso la sua passione per il calcio e per il ruolo ad entrambi i figli, anche loro, con fortune alterne, portieri.
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