“Il comune di Latina si è fatto carico di una spesa che non è di sua competenza, spendendo soldi dei cittadini e gestendo, tramite la Latina Ambiente, dei lavori di competenza di Acqualatina (come riaffermato nella conferenza dei sindaci del novembre 2011 dove era presente il vice sindaco Fabrizio Cirilli in qualità di rappresentante del comune). Dopo aver messo mano al portafoglio, come emerge nel bilancio comunale, adesso chiede ad Acqualatina il rimborso di quei lavori. Ci sono due aspetti in questa vicenda da sottolineare: il Comune di Latina non ha rispettato il contratto con Acqualatina ed ha anticipato soldi pubblici, tramite il passaggio in Latina Ambiente, per effettuare un lavoro che non gli compete”. Così Marco Fioravante, consigliere comunale di Latina, intervene sulla vicenda del rimborso richiesto dal comune ad Acqualatina. “Voglio sorvolare su quanti soldi comunali siano stati spesi per effettuare i lavori e il perché si è scelto di chiedere a LatinaAmbiente di effettuare lavori non di competenza – afferma Fioravante del Pd – ma con questa nota voglio sottolineare con forza che il comune ha operato al di fuori dalle regole ufficialmente riconosciute sia dal sindaco Di Giorgi, sia dal vice sindaco Fabrizio Cirilli. Il Comune, invece di chiedere ad Acqualatina di adempiere ai propri doveri affinché venissero meno i disagi in alcune zone della città (vedi i numerosi allagamenti del Centro Commerciale di LatinaFiori) ha preferito operare con i propri fondi per poi chiedere il rimborso ad Acqualatina”. Nel piano triennale dei servizi complementari di igiene urbana la Latina Ambiente ha inserito anche il servizio di pulizia dei tombini della città (circa 16.350 in tutta la città). Per fare ciò il preventivo di spessa annua si aggira intorno ai 200mila euro. “Adesso che il comune di Latina è stato citato in Tribunale dalla Latina Fiori spa per gli allagamenti del 2013 – conclude Fioravante – il Dirigente del Servizio Bilancio e Programmazione ha più volte sollecitato l’amministrazione a chiedere il rimborso ad Acqualatina (ultima richiesta agosto 2014). Questo episodio evidenzia, per l’ennesima volta, di come questa maggioranza abbia operato ed operi in maniera improvvisata e sciatta, senza alcuna attenzione per contratti e documenti ufficiali. Questa sciatteria, oltre a procurare danno alla cittadinanza (vedi anche i recenti allagamenti di novembre) procura un importante buco economico nelle casse del comune di Latina. Insomma se l’amministrazione avesse operato in maniera chiara e lineare ora avremmo i tombini puliti, una città senza allagamenti e con le casse comunali più sane rispetto alla situazione odierna”.

